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Grana Padano, come colpisce l’aflatossina-killer

Cos’è, da dove viene, come agisce e quali rischi comporta l’aflatossina, il fungo killer trovato in alcune migliaia di forme di Grana Padano.

Grana Padano, come colpisce l’aflatossina-killer

Il maxi sequestro di formaggio Grana Padano contenente aflatossine, un fungo cancerogeno che può anche condurre alla morte, tranquillizza i cultori del formaggio che accompagna il classico piatto di spaghetti ma induce anche a capire cos’è questa aflatossina, da dove arriva, quante ce n’è in giro in Italia e che danno provoca.

 

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Cos’è l’aflatossina

L’aflatossina è un fungo che si sviluppa dal mais, dalle arachidi, dalle spezie e dalla frutta secca essiccata durante la raccolta o l’immagazzinamento, quando la temperatura atmosferica si aggira tra i 25 ed i 32 gradi centigradi e generalmente quando le temperature stagionali sono più alte del normale e la piovosità meno abbondante. Proprio come è avvenuto nel 2012 ed anche di recente.

La scienza ha isolato 17 tipi di aflatossine, ma solo 5 sono tossiche, la più pericolosa è quella denominata aflatossina B1, definita cancerogena per l ‘uomo dall’Efsa, l’autorità europea per la salute alimentare.

Poiché l’aflatossina infesta i cereali di cui si nutrono le mucche, il latte prodotto da quelle mucche contiene il fungo tossico che ingerito dall’uomo può produrre il cancro o crisi epatiche molto forti.

 

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Il Grana infestato in Italia

Secondo le informazioni fornite dal Consorzio grana padano, un quantitativo inferiore all’1% della produzione di grana padano di quest’anno è stata trovata con livello di aflatossina superiori al livello ammesso come conseguenza della denuncia di un produttore che prima di acquistare le forme di Grana, analizzandone la composizione, ha scoperto il fungo e denunciato ai Carabinieri il fatto come presrive la legge.

Si trattava per altro di forme di Grana non ancora arrivate alla vendita ma in fase di stagionature e dunque non sono in circolazione in Italia.

 

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Cosa provoca l’aflatossina

Gli effetti cancerogeni dell’aflatossina sono noti fin dal 1993, anno in cui l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha inserito la micotossina nel Gruppo 1: il più pericoloso.

Secondo Alberto Ritieni, professore di chimica degli alimenti all’Università Federico II, il pericolo che deriva dall’aflatossina trovata nelle forme di Grana è molto basso ma c’è bisogno di mantenere alta l’attenzione e intensificare i controlli per quei prodotti che non sono protetti dai marchi dop e igp”. Inoltre questo tipo di rischi costituisce una delle tante facce del cambiamento climatico . Infatti – commenta il professore – tutti ricorderanno la calda e torrida estate: ecco, il mais cresciuto a quelle temperature ha subito la contaminazione fungina e, invece di essere destinato al macero è entrato nella filiera alimentare sotto forma di mangime”.

Le conseguenze per la salute del fungo sono molto pericolose. L’aflatossicosi, come la chiama un documento dell’Istituto superiore di sanità, in dosi molto elevate provoca il cancro, edemi, danni epatici e può portare alla morte.

 

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Bruno Costi

Direttore Responsabile Staibene.it

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