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Gonfiore, alt! Stop alla ritenzione idrica

Che fare per sgonfiarsi, depurarsi e tornare in pace con se stessi

Cos’è la ritenzione idrica e come si manifesta
È una sensazione sgradevole che conoscono in molti, soprattutto le donne tra i 25 e i 45 anni. In certi periodi dell’anno si fa sentire di più, in altri meno. Ma le sue conseguenze, oltre a riguardare il fisico, si ripercuotono anche sull’umore: non fa piacere, non può fare piacere sentirsi gonfi, aumentare di peso, assistere impotenti al manifestarsi di inestetismi della pelle. Parliamo della ritenzione idrica, quell’accumularsi di liquidi in una o più parti del corpo (di solito gambe e piedi, addome, mani, ma non solo). Si tratta di un fenomeno che comporta un aumento di peso (fino a 5 kg), un senso di pesantezza degli arti che risultano anche un po’ dolenti. E quella sgradevole sensazione di disagio provocata dai vestiti che si fanno sempre più “stretti”, dall’impressione di stare ingrassando senza motivo, dal timore che qualcosa – nel proprio organismo – stia accadendo, ma non si sa bene cosa.
Tecnicamente, la ritenzione idrica consiste nell´accumulo di liquidi negli spazi tra una cellula e l’altra del nostro corpo, ed è dovuta ad uno squilibrio tra il sistema venoso e quello linfatico. I due sistemi trasportano e filtrano circa 20 litri di liquidi al giorno: 16 vengono riassorbiti dal sistema venoso e 4 vanno a formare la linfa. Se vi sono delle alterazioni nella funzionalità di questi due sistemi, si può avere ristagno di liquidi, con conseguente gonfiore ed edema, soprattutto a livello degli arti inferiori. Problemi sorgono anche quando le vene sono poco toniche e il ritorno venoso al cuore non è completo. Anche in questo caso si determinerà un ristagno di liquidi che causerà le classiche caviglie gonfie, rosse e doloranti, oppure ristagno a livello di polpacci e cosce con la formazione di pannicoli sottocutanei (la cellulite).

 

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Redazione Staibene

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