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Cani e gatti sono come i figli? Ecco la risposta

Cani e gatti sono come i figli? Ora è la scienza a dare una risposta definitiva che rimette in discussione molte consolidate convinzioni. Ecco quale.

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Cani e gatti sono come i figli?

Ora non è più solo una teoria degli appassionati di animali domestici, ma qualcosa confermato dalla scienza.

Un team di biologi giapponesi ha dimostrato che dopo aver accarezzato e coccolato il proprio cane o gatto, e soprattutto aver stabilito un contatto anche visivo con lui, nei padroni aumentino i livelli di un ormone chiamato ossitocina, collegato anche alle emozioni dell´amicizia, dell´amore romantico e, cosa ancora più rilevante, di quello genitoriale.

Insomma: gli animali in casa stimolano le stesse sensazioni positive di un pargolo in culla.

 

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Il ruolo dell´ossitocina

Il responsabile è sempre lei, l’ossitocina, l’ormone che presiede alle emozioni positive, prodotto dall’ipotalamo (NSO e NPV) in grado di combattere lo stress e la depressione e di stimolare l´autostima negli umani. L’Ossitocina, infati,  stimola e sostiene tutta una serie di comportamenti positivi e protettivi come il parto e l’allattamento, i comportamenti materni e paterni, di cura dei piccoli come allattamento, coccole, empatia, contatto, protezione, riconoscimento dell’odore dei piccoli, il senso di appagamento nella relazione madre-figlio. Tanto è vero che le madri con con bassi livelli di ossitocina tendono a non curarsi o ad abbandonare i figli, e cercare altre relazioni sessuali.

 

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Lo studio giapponese

 

Miho Nagasawa e Takefumi Kikusui, esperti della Azuba University, hanno voluto verificare se anche il contatto sociale fra specie differenti, come per esempio gli animali, potesse amplificare la produzione di questo ormone.

“Miho ed io – sottolinea Kikusui – siamo grandi amanti dei cani e abbiamo notato che qualcosa cambia nel nostro corpo quando giochiamo a palla con loro e li abbracciamo.

Perciò abbiamo reclutato 55 padroni di quattrozampe e i loro fedeli amici per una sessione di analisi in laboratorio”.

Gli arruolati del primo gruppo hanno fornito un campione di urina prima e dopo aver giocato con i loro cani per circa un´ora e mezza, mentre a un secondo gruppo è stato chiesto di non interagire con i loro quadrupedi.

 

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I benefici della pet therapy

I ricercatori hanno rilevato così un aumento del 20% della produzione di ossitocina nei padroni che avevano giocato con i loro animali stabilendo un contatto visivo di circa due minuti e mezzo in media, contro i 45 secondi dell´altro campione, in cui non si sono notate variazioni significative di questo ormone.

I biologi nipponici sono convinti che sia proprio per questo che la pet therapy, ormai impiegata per curare un gran numero di malattie, è così efficace.

E credono anche che l´uomo abbia addomesticato gli animali proprio per questa ragione: nell’antichità, dagli animali ricevevano non solo un aiuto nel lavoro, ma anche sensazioni positive e rilassanti.

 

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Redazione Staibene

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