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Giocare a calcetto? Sì, ma con prudenza

Tutti i rischi dello sport così amato dagli uomini eppure così pericoloso per le articolazioni di ginocchio e piede

Giocare a Calcetto  è croce e delizia per i maschi italiani.

Movimenti rapidi, accelerazioni improvvise, preparazione atletica insufficiente e terreno inadatto ad assorbire le sollecitazioni trasformano le partite settimanali, sempre più amate da giovani e meno giovani, in serie minacce per la salute.

La maggior parte delle volte le lesioni sono concentrate su ginocchio e collo del piede.  Per questo gli esperti mettono in guardia i giovanissimi, ma anche i più maturi giocatori della domenica.

 

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I rischi per ginocchio e piede
Il calcetto è un gioco sempre più praticato, ma anche causa di un numero sempre crescente di infortuni. I più comuni colpiscono le strutture e le capsule legamentose di ginocchio e collo del piede.
Sotto accusa, dicono gli esperti, le dimensioni del campo: più piccole di quelle per il calcio a 11, sono invitanti anche per chi non è allenato o crede di esserlo, perché si pensa di poter resistere al ritmo intenso, invece aumenta il rischio di incidenti.
Inoltre, a creare pericolo è anche la rapidità dei movimenti, che non permettono pause, con accelerazioni continue. Poco adatto anche l´orario della partita: si gioca di solito la sera, quando la temperatura si è abbassata, su campi fatti di un materiale che non assorbe le sollecitazioni.
Meglio l´erba alta, come nei campi di calcio, piuttosto che la terra battuta o il tappetino di prato sintetico.

 

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Mai trascurare un trauma
Se i baby-calciatori giocano di giorno e fanno di solito un allenamento settimanale, i più grandi lo fanno a freddo, magari dopo il lavoro: niente di peggio…
Per evitare guai ortopedici, si dovrebbe entrare in campo solo se allenati, ben riposati e senza cercare alcuna rivalsa ai problemi di lavoro. In caso di infortunio, poi, meglio non fare gli eroi: bisogna subito smettere di giocare e farsi vedere da un medico. Trascurare una lesione, anche minima, potrebbe aggravare la situazione.

 

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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