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Gastroscopia

E’ la tecnica fondamentale per individuare le malattie del tratto gastrointestinale superiore

analisi strumentali

È una tecnica che esplora la parte superiore dell’apparato digerente: lo stomaco, l’esofago e il duodeno. Ecco perché il suo nome scientifico è Esogastroduodenoscopia.

A cosa serve

La gastroscopia è la tecnica fondamentale per individuare le malattie del tratto gastrointestinale superiore. Permette di ottenere una visione diretta della mucosa e di eventuali lesioni, di prelevare frammenti di tessuto per l’esame istologico (biopsia) e di eseguire procedure chirurgiche come l’asportazione completa di polipi.
La malattie che possono essere diagnosticate tramite questo esame sono la gastrite, l’ulcera, i diverticoli, o anche il tumore.

Come prepararsi e come si svolgono i test

Per sottoporsi a una gastroscopia è necessario digiunare e non bere nelle 5-8 ore precedenti, perché lo stomaco dev’essere vuoto. Si possono assumere farmaci, fino a 2-3 ore prima dell’esame. Per sicurezza, è sempre meglio chiedere informazioni presso il centro presso cui si esegue il test. La gastroscopia consiste nell’introduzione – da parte di uno specialista gastroenterologo, assistito da un infermiere professionale – di uno strumento, l’endoscopio, nella gola del paziente, dall’esofago fino al duodeno. L’endoscopio è un tubo flessibile, di solito del diametro di una matita e lungo circa un metro, alla cui estremità è posta una piccola telecamera che rimanda immagini su un monitor, per consentire al medico di valutare la situazione. Il paziente viene fatto sdraiare su un lettino, posto sul suo fianco destro (perché è la posizione migliore per introdurre l’endoscopio). Se il medico lo ritiene opportuno, verrà somministrato un sedativo per rendere l’esame più tollerato e agevole. In genere si tratta di uno spray anestetico, spruzzato in gola. L’esame è invasivo e fastidioso, ma non comporta né bruciore né dolore, solo la sensazione di un corpo estraneo. Anche un eventuale prelievo di tessuto all’interno (biopsia) è indolore. La durata complessiva dell’esame è di 5 minuti o al massimo 10. Subito dopo viene steso il referto, che può essere quindi consegnato molto rapidamente al paziente. Se si è reso necessario un prelievo di tessuto o di secrezioni, invece, i tempi si allungano di qualche giorno.

I valori di riferimento

Non esistono valori di riferimento specifici, come invece accade per le analisi di laboratorio. La valutazione del referto è lasciato all’esperienza clinica del gastroenterologo.

Redazione Staibene

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