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Funghi: 5 regole per mangiarli in sicurezza

Le 5 regole da seguire per mangiare funghi in tutta sicurezza e la lista delle persone che non devono mangiarne per evitare guai anche se sono commestibili.

funghi

Sono tra i più buoni, ma anche più pericolosi protagonisti della tavola di stagione ma nulla più dei funghi, è capace di mettere a rischio la nostra salute nascondendosi dietro un aspetto anonimo e apparentemente innocuo.

Invece è fondamentale, al momento dell’acquisto e del consumo in generale, osservare precauzioni precise per non rischiare di finire intossicati o, peggio ancora, avvelenati.

Il Ministero della Salute fornisce alcuni consigli per consumarli in tutta sicurezza e affrontare eventuali casi di avvelenamento.

Le manifestazioni determinate dai funghi tossici spesso imitano sindromi influenzali e vengono trattate come tali, con un pericoloso ritardo nell’impostazione della terapia adeguata.

Pertanto, consigliano gli esperti del Ministero, i cittadini non dovrebbero consumarne se prima non sono stati controllati da un micologo o se non si è certi della loro commestibilità.

Inoltre, occorre consumarli ben cotti evitando di somministrarli a bambini, donne in stato di gravidanza e persone affette da particolari patologie.

In caso di comparsa di dolori addominali, vomito, diarrea o altro dopo averne consumati, contattare tempestivamente il medico di base o il pronto soccorso o un Centro antiveleni (Cav).

Infine, se ci si reca al Pronto soccorso per comparsa di questi sintomi non controllati, portare con sé eventuali resti di alimenti cotti, crudi o residui di pulizia.

 

Leggi anche: Alcol e funghi: abbinamento da evitare

 

Le precauzioni anti intossicazione

La prima precauzione  va seguita quando i funghi sono raccolti o di dubbia provenienza.  Per mangiarli occorre prima  che essi siano stati con certezza identificati come commestibili da un micologo. Questa è la prima regola da rispettare se non si vuole rischiare la salute.

Il pericolo è rappresentato principalmente da funghi mortali come le Amanite e i Cortinari che, se ingeriti anche in piccolissime quantità, provocano danni al fegato e ai reni che sono irreversibili, potenzialmente letali e con scarse possibilità terapeutiche.
In particolare, la cosiddetta sindrome falloidea è determinata da funghi contenenti sostanze chiamate amatossine:

  • Amanita phalloides,
  • Amanita verna,
  • Amanita virosa,
  • Galerina autumnalis.

E´ sufficiente anche un solo cappello di Amanita phalloides, pari a circa 20 grammi, per determinare gravi intossicazioni potenzialmente mortali. Le amatossine distruggono in modo irreversibile le cellule del fegato.
I cortinari, invece, producono un grave danno renale che si manifesta anche molti giorni dopo l´ingestione.

 

Leggi anche: Come raccogliere funghi in tutta sicurezza

 

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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