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Funghi, vademecum anti-intossicazioni

Ogni anno 500 italiani finiscono avvelenati da funghi porcini, prataioli & Co. Occhio ai semplici “intenditori”, fidatevi solo dei micologi

Autunno vuol dire pioggia e umidità, habitat ideale per i funghi, prelibatezza che milioni di italiani adorano gustare e migliaia di altri connazionali adorano procacciarsi con le proprie mani, andando per boschi.

Il problema, però, è che cercare funghi non è così facile come può sembrare. E la riprova sta nel fatto che ogni anno 500 aspiranti “cacciatori” di funghi porcini, prataioli & Co. finiscono all’ospedale con gravi intossicazioni.

 

Reni e fegato a rischio
Spesso si tratta di un contrattempo che si risolve con nausea, vomito e diarrea, ma una volta su dieci l´intossicazione può portare a una gravissima insufficienza epatica, anche letale. Alessandro Barelli, direttore del Centro Antiveleni del Policlinico Gemelli, avverte: “L´autunno è il periodo dell´anno in cui si concentrano il 90% delle intossicazioni da funghi, e gli appelli a non consumare funghi spontanei senza identificazione micologica non riescono a evitare, purtroppo, che ogni anno si verifichino gravi casi di intossicazione”. Nella maggior parte dei casi, il problema “si risolve spontaneamente o con l´aiuto della terapia sintomatica (reidratazione, antispastici, antivomito)”. Una quota minima dei casi, stimabile intorno al 10%, sono invece determinati da funghi contenenti sostanze letali, e si manifestano “con una grave sindrome da insufficienza epato-renale potenzialmente mortale”.

 

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Bastano 20 grammi

È proprio il verificarsi ogni anno di decessi da funghi “che deve indurre chi li raccoglie a comportamenti obbligati, fondamentali per prevenire l´ingestione di tossine letali. Il pericolo è rappresentato principalmente da funghi mortali come le Amanite e i Cortinari che, se ingeriti anche in piccolissime quantità, provocano danni al fegato e ai reni che sono irreversibili, potenzialmente letali e con scarse possibilità terapeutiche. In particolare, la così detta sindrome falloidea è determinata da funghi contenenti sostanze chiamate amatossine: Amanita phalloides, Amanita verna, Amanita virosa, Galerina autumnalis. E´ sufficiente anche un solo cappello di Amanita phalloides, pari a circa 20 grammi, per determinare gravi intossicazioni potenzialmente mortali. Le amatossine distruggono in modo irreversibile le cellule del fegato. I cortinari, invece, producono un grave danno renale che si manifesta anche molti giorni dopo l´ingestione”.

 

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Le regole di sicurezza
Cosa fare, allora?…(segue)

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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