• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero

1.376 visite

Frittura di pesce, peccato di gola estivo

Frittura di pesce, peccato di gola estivo: come trasformare una ricetta ipercalorica in un piatto che ti puoi permettere.

Se c´è una tentazione della tavola estiva a cui è difficile dire di no, quella è la frittura di pesce. Un piatto che, al contrario di quello che si possa pensare, può benissimo far parte della nostra tavola in questa stagione. Senza troppi timori per la linea e per la salute. Basta solo osservare alcune precauzioni.

 

Stop ai falsi miti
Non è vero che il pesce fritto è indigesto e fa ingrassare. La frittura casalinga, fatta con l’olio giusto, assorbe una quantità di grasso non superiore al 10% del peso iniziale dell’alimento, quindi è abbastanza digeribile. Inoltre il pesce è un alimento leggero per eccellenza perché povero di colesterolo e ricco di grassi insaturi, proteine, vitamine e sali minerali.
In 100 grammi di frittura mista di pesce ci sono 146 calorie, 11,4 grammi di proteine, 10,5 grammi di grassi, 1,8 grammi di carboidrati e 60 mg di colesterolo. Insomma: non possiamo certo negare che il fritto sia un piatto ipercalorico e non proprio ideale per la dieta. Di sicuro, però, se lo mangiamo di rado e soprattutto a piccole dosi, non fa ingrassare. Quanto spesso? Una volta la settimana, al massimo due. E sempre accompagnandolo con una buona dose di verdura e frutta, nello stesso pasto, in modo da consentire all´organismo di compensare lo stravizio.

 

Leggi anche: Come friggere  senza far male al cuore

 

Piccoli trucchi
Un fritto sano, oltre che buono, parte dall´olio. Quello migliore è l´olio di oliva, perché contiene grassi monoinsaturi, ha un ottimo corredo di sostanze antiossidanti ed è il grasso vegetale con il più alto punto di fumo (180°). Può però lasciare sul fritto un retrogusto troppo deciso. In alternativa, quindi, usate l’olio di semi di arachidi (dal sapore più delicato): è l’unico olio di semi che anche alle temperature elevate non si altera e non forma quei radicali liberi che accelerano i processi d’invecchiamento dell’organismo.
E ancora. Usate sempre la carta assorbente, per eliminare il grasso in eccesso: rivoltate il fritto da tutti i lati e poi adagiatelo su fogli puliti. Ricordatevi però di non coprirlo con altra carta, per evitare la formazione di vapore che lo renderebbe molle.

 

Leggi anche: Strappi alla regola, anche a dieta si può

 

Le dritte dello chef
Infine, qualche consiglio “rubato” a uno dei maestri della cucina italiana: lo chef Moreno Cedroni.

1) I pezzi da friggere devono essere piccoli, per cuocere meglio e assorbire meno grasso. I pesci piccoli, dunque, possono essere  fritti interi, mentre i grandi vanno ridotti a filetti.

2) Versate nella padella almeno 5/6 cm di olio e mantenetelo a una temperatura di 180 /190° (controllate col termometro oppure gettando un pezzetto di pane nella padella). Il pesce da friggere non deve essere freddo per non abbassare troppo la temperatura dell’olio, va messo in padella poco alla volta e non deve rimanerci più di 1-2 minuti, altrimenti assorbe troppo grasso.

3) I pesci piccoli vanno salati  subito dopo la frittura, quelli grandi sia prima che dopo.

4) Va mangiato caldissimo (potete mantenerlo tale mentre finite di cucinare, appoggiandolo nel forno caldo e lasciando lo sportello aperto). Va accompagnato da un vino dalla vena acida, come il verdicchio o un bianco frizzante.

 

Hai la stoffa dello Chef? Scoprilo con IL TEST

Tag:
Redazione Staibene

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

E' possibile usare questi tags e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

}