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Fobie, perché abbiamo paura di aghi e sangue

Quali conseguenze per la salute ha il terrore collegato alla medicina

Fobie, perché abbiamo paura di aghi e sangue

Uomini terrorizzati all’idea di fare una puntura, che svicolano davanti al controllo dal dentista o svengono alla vista dell’ago. Ma anche future mamme che rinunciano all’epidurale sobbarcandosi la sofferenza del parto naturale pur di evitare l’iniezione anti-dolore, o rimandano le analisi del sangue.

“Sono circa 6 milioni gli italiani con aichmofobia, ovvero la paura degli aghi. Un terrore che spesso si associa alla paura del sangue (emofobia) ed è caratterizzato da una sensibilità vasovagale, che porta il 50% di questi fobici a svenimenti improvvisi durante un’iniezione o un prelievo”.
Secondo  il presidente degli psichiatri italiani Claudio Mencacci, che sottolinea come “l’universo delle fobie legate alla medicina sia molto ampio e piuttosto curioso a volte questi problemi hanno una componente familiare e genetica”.

 

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Perché si sviene di fronte a un ago
“La paura degli aghi è una delle fobie collegate alla medicina con la maggior componente familiare e genetica”, aggiunge Mencacci, “anche se il problema può essere legato a un trauma”.

Ma perché si sviene di fronte a una siringa? “In questi soggetti si attiva una risposta fisiologica che, dopo un’accelerazione iniziale della frequenza cardiaca e un aumento della pressione alla vista dell’ago, porta a una brusca decelerazione del battito e a un crollo pressorio, con successivo svenimento”.

Una reazione “incontrollabile, che rischia di influenzare la vita delle persone: molti rinunciano alle analisi e alla prevenzione, o non vanno dal dentista, con conseguenze per la salute non da poco”, dice lo psichiatra.

 

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Un trauma da bambini
“Spesso la fobia degli ospedali o dei medici è legata a un’esperienza di tipo traumatico, anche banale, magari vissuta da bambini”, riflette Paola Vinciguerra, presidente di Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico). “La mamma ci aveva detto che il dottore non ci avrebbe fatto male, ma poi alla vaccinazione sentiamo dolore e dunque da allora, ogni volta che andiamo dal medico, scatta un senso di ansia, tradimento e solitudine”.

 

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Le altre paure di tipo sanitario
Quello delle fobie è un universo che conta circa 500 differenti paure. Fra quelle di tipo sanitario possiamo ricordare:

1) la nosocomefobia, cioè la paura degli ospedali, che porta a evitare controlli, ma anche visite ad amici e familiari malati. “Spesso”, dice Mencacci, è legata a un trauma, oppure al timore ossessivo di germi e virus e alla paura di contrarre malattie”.

2) La iatrofobia, cioè la paura dei medici, “che porta a evitare ogni contatto con i dottori, dal medico di famiglia al cardiologo, fino al dentista, con conseguenze immaginabili”, dice Mencacci.

3) L’emofobia e la traumatofobia, cioè il terrore di sangue e ferite: “Un problema che ha portato molti neopapà a svenire in sala parto, mentre assistevano alla nascita del figlio”.

 

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I rischi per la salute
In generale il problema di questo esercito di fobici è che “trascurano la salute, non fanno prevenzione e non si curano quando serve. Ebbene, bisogna dire loro che queste fobie si possono curare, con la terapia cognitivo comportamentale”.

L’origine di queste fobie
Ma perché siamo aggrediti da queste fobie? “Nei millenni ci hanno aiutato a sopravvivere come specie”, ricorda Mencacci. “L’amigdala è come una telecamera nel cervello, pronta a segnalare possibili pericoli anche prima che noi stessi ne siamo coscienti. A volte funziona troppo, e arrivano gli attacchi di panico”.
“Le forme di origine traumatica sono le più facili da risolvere, perché noi specialisti accediamo senza grandi problemi al target che ha generato la fobia. È bene ricordare infine che le fobie si trasmettono in famiglia: i bambini assimilano i codici di comportamento familiari, dunque se un genitore ha la fobia degli aghi e mette in atto dinamiche di evitamento, il bambino impara facilmente ad avere paura”, conclude Vinciguerra.

 

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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