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“Figlio preferito? Inutili i sensi di colpa”

E’ normale provare attrazione verso un figlio piuttosto che verso un altro? Come gestire questo sentimento perché possa essere positivo e non frustrante per il prediletto e per gli altri fratelli? Parla l’esperto.

"Figlio preferito? Inutili i sensi di colpa"

Figli preferiti e figli che si sentono messi da parte. Il prediletto in casa è una realtà che molti genitori, spesso attanagliati dai sensi di colpa, rifiutano. Perché succede? E’ normale provare attrazione verso un figlio piuttosto che verso un altro? Come gestire questo sentimento perché possa essere positivo e non frustrante per il prediletto e per gli altri fratelli?

Lo abbiamo chiesto a Paola Ulissi, psicologa e psicoterapeuta dell’età evolutiva.

 

E’ normale che un genitore abbia un figlio preferito?
“Sì è abbastanza normale perché siamo umani. Il problema è come viene gestita questa preferenza. Nel senso che ci sono genitori smaccatamente preferenziali, quasi a rasentare una patologia o a scatenare nei figli una patologia…”.

 

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Ci spieghi meglio


“Pensiamo ai figli viziati, o quelli incapaci di tollerare le frustrazioni, o di cavarsela nel vita di tutti i giorni. Il fatto è, però, che ci sono figli più simpatici, più presenti, che si fanno amare di più. Queste loro caratteristiche positive, rispetto agli altri fratelli magari più musoni o capricciosi, attraggono di più il genitore che li preferisce agli altri piccoli”.

 

Un genitore  si deve sentire in difetto se predilige un figlio piuttosto che per un altro?
“No, il senso di colpa non serve a nulla. Se un genitore ha la consapevolezza di prediligere un figlio piuttosto che un altro deve sapere di dover compensare questa maggiore attrazione . Preferire è umano e lo facciamo con tutti. L’importante è esserne consapevoli. Per quel che riguarda i figli è la consapevolezza che ci può aiutare ad essere giusti nell’affetto, nella relazione, nella stimolazione alla crescita e all’indipendenza”.

 

 

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Il figlio preferito è anche quello più amato?


Non si ama un figlio più di un altro. Si ama in maniera diversa. Magari c’è un figlio che in un determinato momento della vita ha bisogno di maggiore attenzione e va sostenuto, mentre l’altro può camminare con le sue gambe. Anche noi siamo diversi quando nascono i figli…”.

 

In che modo?


“Per esempio quando arriva il primo figlio, spesso, siamo impreparati. Al secondo o terzo figlio, invece, siamo più sicuri, ma meno disponibili. Quel che conta quando diventiamo genitori è di essere attenti ai bisogni del bambino”.

 

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Il figlio preferito ha un vantaggio o uno svantaggio nello sviluppo della propria personalità?
“Dipende da come è stato ‘preferito’. Essere preferiti non vuol dire necessariamente essere avvantaggiati o avere avuto qualche cosa in più.

Per fare un esempio limite. In molte patologie della schizofrenia, per esempio, il doppio legame è un legame simbiotico, dove la mamma preferisce quel figlio ma non lo spinge all’individualità, non lo spinge alla separatezza e all’individuazione di sé, ma lo spinge a rimanere quasi ‘nella pancia'”.

(Paola Coen)

 

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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