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Fertilità femminile, ecco che succede dopo i 30 anni

Dopo i 30 anni la donna conserva soltanto il 12% degli ovuli che aveva alla nascita. Ma c’è una sorpresa che riguarda il nesso tra stile di vita e capacità di concepire un figlio.

Che le donne italiane fossero  il fondo alla classifica della prolificità, era noto: con i loro 1,40 figli per donna, concepiti all’età media di 32 anni, sono la testimonianza che la maternità nelle donne italiane non gode di grande popolarità.

Tra le cause,  la precarietà sentimentale conseguente alla precarietà lavorativa ; oppure il desiderio di realizzarsi prima nel lavoro e poi nella famiglia; oppure il tramonto del concetto stesso di famiglia con prole a vantaggio dell’edonismo e dell’egoismo adulto e spesso individuale.

Mai prima d’ora si era pensato ad una causa per cosi dire biologica.

Ad accendere i riflettori su questa motivazione sono ora i ricercatori  inglesi della St. Andrews University, per i qual,i invece, l’orologio biologico per le donne ticchetta in modo inesorabile dopo i 30 anni, quando si assiste a un crollo della fertilità superiore a quanto si supponeva.

Per la prima volta uno studio scientifico ha infatti monitorato la produzione di ovuli da parte della donna dal concepimento alla menopausa, scoprendo che a 30 anni una donna è già pericolosamente vicina all´infertilità, conservando appena il 12% degli ovuli che aveva alla nascita. Leggi anche: Tutti gli esami per individuare l’infertilità

Il che significa, spiegano i ricercatori inglesi della St. Andrews University nello studio pubblicato sulla rivista “PlosOne”, che dopo i 30 anni l´88% degli ovuli è perso per sempre, e con loro buona parte delle possibilità di restare incinte. Leggi: Tutti i centri contro l’infettilità

E a 40 anni la situazione è ancora più desolante, con appena il 3% degli oltre due milioni di ovuli di cui ogni donna è dotata alla nascita. Vuoi  approfondire? Check up della fertilità

Considerando che solo 450 circa dei due milioni di ovuli di partenza riesce a giungere a piena maturazione nell´arco della vita di una donna, è chiaro che ridurre drasticamente il numero di ovuli, come succede alle over 30, ha effetti amplificati sulla possibilità di avere ancora cellule uovo pronte al concepimento.

L´analisi ha anche dimostrato  anche un’altra realtà poco nota: contrariamente alle convinzioni finora radicate secondo le quali  il tipo di vita condotto agisce direttamente sullo stato di salute non solo della persona ma anche egli ovuli e dunque della capacità di procreare, secondo c’è una soglia d’eta che fa da discrimine: fino ai 25 anni gli stili di vita, fumo e alcol in primis, non hanno particolari effetti negativi sulla fertilità di una donna. 

Dopo, però, le cose cambiano, e il modo in cui una donna si prende cura del suo corpo ha un effetto marcato sulla fertilità.

Redazione Staibene

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