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Febbre

È il sintomo più comune, e in un certo senso più temuto, di numerosissime malattie, infettive e di altra natura. Una lieve elevazione della temperatura può essere semplicemente una variante della temperatura del corpo in rapporto all’età (più alta nei neonati e nei bambini), al sesso, al lavoro (aumenta nel lavoro muscolare e intellettuale), al periodo della digestione, alle condizioni climatiche e stagionali, a condizioni fisiologiche (aumenta nel periodo mestruale), alle ore del giorno (la punta massima è alle ore 17). La febbre vera e propria consiste nell’aumento di calore del corpo, la cui principale sorgente è rappresentata dalle reazioni chimiche che avvengono soprattutto nel fegato e nei muscoli. La si determina con il termometro clinico a mercurio suddiviso in decimi di grado da 36 gradi a 42 gradi. La temperatura rettale ed orale nel soggetto a riposo mostra un aumento di 3 o 5 decimi nei confronti della temperatura ascellare. Si è soliti distinguere: – lo stato subfebbrile (37°,2-37°,8) – la febbre lieve (37°,8-38°) – la febbre moderata (38° -39°) – la febbre alta (39°- 40°) – l’iperpiressia (al di sopra dei 40°) La febbre può inoltre essere: – intermittente: con discesa sino alla norma alternata a rialzo, come nelle infezioni locali; – remittente: discesa mattutina di qualche grado come nel tifo, nella tbc; – continua: costante o con oscillazioni che non superano il grado, come nella scarlattina; – ricorrente: periodi febbrili di cinque-sette giorni alternati a periodi di mancanza di febbre di altri cinque-sei giorni, come nella malaria; – ondulante: la febbre cresce e decresce senza regola, come nella melitense, nel linfogranuloma; – atipica: senza alcun carattere dei precedenti. Alcune febbri sono di natura non infettiva: colpo di calore, emorragie cerebrali, ipertiroidismo, accesso acuto gottoso, reazioni da siero, intossicazione da sostanze chimiche. Lo stato febbrile comporta: occhi lucenti, sonnolenza e abbattimento, dolori muscolari, specie lombari, aumento dei battiti del polso, lingua patinosa, vomito. Nel caso di temperature elevate e prolungate possono sussistere: eccitazione psichica sino al delirio, diminuzione dell’escrezione urinaria per l’intensa sudorazione, emissione di vapor acqueo con il respiro. La febbre è dunque un sintomo importante, talvolta generico, spesso specifico, per la diagnosi della malattia. Bloccarla sconsideratamente senza un parere medico vuol dire opporsi ad un meccanismo naturale, e – impedendo il riconoscimento della causa – intralciare, fuorviare o ritardare l’istituzione della cura più indicata.

Redazione Staibene

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