• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero

4.205 visite

Placche in gola? Che fare se è colpa dello streptococco

mal-di-gola

Quando febbre e placche in gola colpiscono adulti ma soprattutto nella stagione fredda i bambini, e se salgono e scendono più volte anche dopo l’antibiotico senza risolversi, occorre fare attenzione: forse è colpa dello streptococco, il batterio che impazza in inverno e si trasferisce con grande facilità da una persona all’altra.

C’è da preoccuparsi? No, nessuna preoccupazione, ma bisogna capire in fretta di che si tratta, soprattutto quando le vittime sono anziani e bambini. Perchè la febbre può arrivare anche a picchi pericolosi, il mal di gola impedisce di deglutire e di mangiare adeguatamente; e quando queste due cose accadono alle due categorie di pazienti più fragili, appunto bambini ed anziani, il danno è maggiore e può portare a complicazioni che arrivano anche alla polmonite.

 

Leggi anche: Malanni di stagione, impariamo a difenderci

 

Cos’è lo streptococco

Lo streptococco è un batterio, ovvero uno dei tanti microorganismi che abitano nell’organismo umano avendo a volte effetti positivi (per esempio alcuni batteri concorrono alla produzione di vitamine, popolano l’intestino ed aiutano le difese naturali), ma altre volte con effetti negativi, vedi il caso dello streptococco. Spesso viene confuso con il virus che è invece tutt’altra cosa: è anch’esso un microrganismo, il più piccolo in natura, da 10 a 100 volte più piccolo di un batterio, ma anziché vivere sia all’interno che all’esterno di altre cellule, non è in grado di vivere senza una cellula che lo ospita. Il guaio però è proprio quello: come un parassita, si annida nella cellula e ne modifica il materiale genetico facendola impazzire in modo tale che la cellula stessa diventa il moltiplicatore del virus. Ecco come si spiega la pericolosità delle infezioni virali che, quando sono estese, possono diventare delle vere e proprie pandemie, ovvero contagi universali.
Tanti tipi di streptococchi ma uno è il più diffuso

Di streptococchi ne esistono parecchi tipi. I più comuni sono i seguenti:
Pyogenes: colpisce le vie aeree ( naso gola);
Agalactiae: se colpisce donne in gravidanza può essere molto pericoloso (meningite, setticemia, polmonite);
Pneumoniae: colpisce naso e gola è la prima causa della polmonite, causa meningite, setticemia, e (meno gravi) otite, sinusite, bronchite;
Mutans: si annida nel cavo orale ed è la prima causa delle carie dentarie;
Faecalis e Faecum: si piazza o nel cavo orofaringeo o nell’intestino e può scatenare endocardite, meningite ed infezioni del tratto urinario.

 

Leggi anche: Come usare gli antibiotici sui nostri figli

 

Che fare contro lo streptococco

La prima cosa da fare quando abbiamo sintomi come quelli indicati è capire se la febbre, il mal di gola, la tosse sono di origine batterica (ovvero se il colpevole è uno dei 5 batteri indicati) oppure virale, il chè potrebbe anche essere il virus dell’influenza.
Per capirlo, occorre fare un tampone orofaringeo, ovvero prelevare dalla gola del materiale da analizzare per capire se c’è lo streptococco e di che tipo si tratta.
La ragione è che se non capiamo qual è lo streptococco giusto, non possiamo adottare l’antibiotico mirato per sconfiggerlo.
Accade molto più spesso di quanto non si creda che febbre, tosse e mal di gola durino settimane nonostante l’assunzione di antibiotici, semplicemente perchè abbiamo utilizzato l’antibiotico sbagliato o troppo generico.

Lo streptococco più diffuso è il cosiddetto Beta emolitico di gruppo A. Lo conoscono molto bene le mamme ed i papà di bambini in età prescolare e scolare . Spesso abita nella gola dei bambini senza che succeda nulla (sono i cosiddetti portatori sani). Ma quando si scatena la febbe vuol dire che non è innocuo e bisogna intervenire.

 

Leggi anche: Tonsille, quando  il caso di toglierle

Il tampone faringeo
Ci sono due tipi di tamponi faringei: uno che comporta l’esame colturale in ospedale o in laboratorio ed il risultato arriva dopo qualche giorno. L’altro è il test rapido che dà esito immediato come il test di gravidanza. Il test deve essere eseguito comunque da personale specializzato, non è consigliabile il fai-da-te come per il test di gravidanza. Anche perchè, una volta individuata la presenza dello streptococco, occorre che un medico ci dica qual è l’antibiotico mirato per debellarlo.

 

La cura
Secondo quanto afferma Massimo Andreoni, Direttore dell’Unità di Malattie infettive dell’Università di Tor Vergata, se il batterio è presente occorre intervenire entro 9 giorni. Farlo dopo può esporre a complicanze acute (ascessi peritonsillari o retrofaringei) o tardive ( malattie reumatiche, patologie renali) che si manifestano dopo anche 3-5 settimane.
La cura è un antibiotico semplice come l’amoxicillina per 10 giorni. In alternativa, se il bambino è restio possono essere usate le ciclosporine.

 

Leggi anche:  Come curare la bronchite; attenti agli antibiotici

direzione staibene.it

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

E' possibile usare questi tags e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

}