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Quando scegliereil farmaco generico e quando no

Quando scegliere il farmaco generico e quando no: piccola guida alla selezione, comprensione delle medicine equivalenti.

farmaci-equivalenti

Come essere sicuri che il farmaco generico sia davvero uguale ai prodotti di marca? La legge impone che quattro parametri siano identici al prodotto di riferimento:

1. la purezza del principio attivo,
2. la quantità impiegata,
3. il tempo di dissoluzione in acqua
4. e soprattutto la concentrazione ematica, cioè la quantità di farmaco che si ritrova nel sangue della persona.

 

Il rispetto di questi parametri dipende da controlli precisi: il primo viene effettuato dall’azienda produttrice, che ne sottopone i risultati all’Agenzia del farmaco (Aifa). Superate le ulteriori verifiche da parte di questo organismo, il farmaco generico viene immesso sul mercato. Ma non è finita: dovrà comunque sottoporsi agli esami periodici da parte dell’Istituto superiore di sanità.

Essere sicuri al 100% che non vi siano imbrogli da parte dei produttori è però impossibile, almeno dal punto di vista teorico: ma è anche vero che le stesse truffe possono riguardare anche i farmaci di marca.

Nessun rischio anche per quanto riguarda farmaci equivalenti “tarocchi”, provenienti da Cina o India: tutte le aziende che producono o distribuiscono farmaci in Italia sono certificate e non mettono sul mercato falsi medicinali. Insomma: basta affidarsi al mercato ufficiale ed evitare assolutamente canali clandestini o illegali, come anche gli acquisti su Internet.

 

Leggi anche: Emicrania: ecco i farmaci che peggiorano le cose

 

Farmaci equivalenti, efficaci come quelli griffati

Esiste una certa diffidenza ad acquistare i farmaci generici perché si ritiene che non abbiano lo stesso potenziale curativo dei farmaci griffati. Ma è veramente così?

In realtà gli eccipienti possono essere diversi da quelli utilizzati dai prodotti di riferimento. Ma per avere la prova che abbiano la stessa efficacia uno dei quattro parametri è la concentrazione ematica, cioè se la quantità di farmaco che resta nel sangue è uguale, gli eccipienti non contano nulla.

L’unica preoccupazione che si deve avere nei confronti degli eccipienti, è un’eventuale allergia. Quindi sempre meglio chiedere prima al farmacista quali eccipienti contiene il generico che si sta per acquistare, per capire se ce n’è qualcuno che può far male (per esempio il lattosio).

Per orientarsi nell’acquisto di un farmaco equivalente è consigliabile farsi aiutare dal medico di famiglia o dallo specialista o ancora dal farmacista perché conoscono la lista completa degli equivalenti in commercio. Ed in generale  è bene considerare che, poichè nel farmaco generico il principio attivo può variare ed essere inferiore o superiore del 10% rispetto al farmaco di marca, quando ci sono terapie salva-vita,  come farmaci per la pressione, o le statine, meglio scegliere il farmaco di marca.

 

Ecco comunque  un motore di ricerca per trovare subito il farmaco generico partendo da quello di marca e viceversa: il cerca-farmaci.

Tra i “dubbiosi” c’è anche chi si domanda se sia ipotizzabile che su una persona un generico – come l’ibuprofene – si dimostri meno efficace rispetto al prodotto di riferimento. A parità di veicoli, cioè di forma farmaceutica del farmaco (compresse, pasticche, ovuli, fiale…) un generico è assolutamente identico a un “griffato”.

 

Farmaci, farsi prescrivere e acquistare un generico
Quando il medico indica il farmaco generico necessario a una determinata terapia, potrà prescriverlo così come fa per un farmaco griffato. Come?
Ci sono due alternative: ” Dal 2013 il medico di famiglia è obbligato a indicare nella prescrizione che pone il farmaco a carico dello Stato, il nome del farmaco equivalente accanto a quello griffato.  Se vuole che il paziente usi  uno dei due, deve specificarlo scrivendo “non sostituibile”.

Ma se non lo fa, il farmacista può consegnare qualsiasi generico corrispondente – per composizione – a quanto prescritto o richiesto.
E in farmacia come si possono chiedere i generici?
Le regole cambiano a seconda che si tratti di farmaci da banco, cioè senza obbligo di ricetta, o con obbligo di prescrizione medica: nel primo caso, il farmacista può suggerire il farmaco equivalente che ti consente di risparmiare direttamente sull’acquisto; nella seconda ipotesi, il farmacista ha l’obbligo di proporre di cambiare il farmaco di marca che vuoi acquistare con un altro equivalente.

Per le nuove regole sulle prescrizioni dei medicinali (griffati e generici), dall´estate 2012 sono in vigore nuove norme.

 

Perché i farmaci equivalenti non riescono ad affermarsi

In passato alcune associazioni di malati hanno chiesto di avere la griffe rimborsata al posto del generico o equivalente per problemi di efficacia.
Gli esperti del settore controbattono sostenendo che l’efficacia di un farmaco non si misura su un singolo individuo o su un gruppo di persone che fanno parte di un’associazione, ma con analisi serie e documentabili. E fino a oggi, non esistono prove serie che contestino l’affidabilità dei generici.

I motivi per cui i farmaci generici riscuotono poco successo tra i cittadini italiani sono essenzialmente due.

Primo: le industrie che producono i farmaci di marca non hanno alcun interesse a perdere quote di mercato in favore dei generici. Così, abbassano i prezzi dei propri prodotti, per ridurre l’effetto convenienza degli equivalenti.
Secondo: il ruolo dei farmacisti. Molti di loro promuovono i generici, è vero, ma altri non ne segnalano l’esistenza perché il ricavato che dà un equivalente è inferiore a quello di un prodotto di marca.

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