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Etichette alimenti: scatta l’operazione- verità obbligatoria

Comincia il 13 dicembre 2016 una nuova per le etichette dei prodotti alimentari: da oggi tutti dobbiamo poter sapere tutta la verità su ciò che finisce in tavola.

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Sull’etichetta alimentare posta sui  cibi e sugli alimenti comincia il 13 dicembre 2016 una nuova era in cui i consumatori potranno sapere quasi tutta la verità su ciò che finisce sulle loro tavole; finisce infatti il periodo di grazia di 3 anni concesso all’industria per mettersi in regola nel comunicare ai cittadini ingredienti, luogo di produzione e sostanze che provocano allergie dei prodotti che troviamo al supermercato, al negozio di alimentari sotto casa, al bar ed al ristorante.

 

La rivoluzione sana che arriva da Bruxelles

Entra in vigore infatti la direttiva europea 79/11/Cee che obbliga tutti i paesi europei ad adeguarsi alle nuove regole di trasparenza e pubblicità sugli alimenti come strumento per tutelare la salute dei consumatori. Una delle poche manifestazioni positive della presenza dell’Europa, dopo tante delusioni provenienti da Bruxelles.

Di che si tratta? Molto semplice: si tratta di obbligare l’industria a dire la verità e a comunicare senza inganni ciò che viene venduto per poi finire sulla nostra tavola.

Qualche esempio? Stop dunque ai pistacchi di Bronte che non sono di Bronte ma prodotti in Grecia con i semi di Bronte; stop ai pomodori Sammarzano, cresciuti in Sicilia con i semi dei Sammarzano campani; e infine stop all’olio extravergine di oliva italiano fatto con olio tunisino e confezionato poi solo in Italia.

Lo “stop” è un concetto introdotto dalla Direttiva che tuttavia va interpretato e completato.

Inoltre lo Stop è condizionato anche al rafforzamento della vigilanza sugli alimenti (per la quale è stata rafforzata la competente direzione del Ministero delle Politiche Agricole) ed alla riscrittura delle sanzioni che sarà ora contenuta nei decreti attuativi.

 

Come  leggere la nuova etichettatura

 

etichetta

 

Come si è arrivati all’operazione-verità

L’operazione verità sugli alimenti è stata decisa nel 2014 con una direttiva che impose il vero salto di qualità imponendo 3 obblighi:
1) l’indicazione corretta ed uniforme dei principi nutritivi e l’apporto calorico di ogni alimento;
2) La standardizzazione della presenza e della pubblicità sugli alimenti;
3) l’indicazione delle sostanze che provocano allergie contenute in ogni alimento.

Si davano 3 anni di tempo, cioè fino al 13 dicembre 2016) perchè tutti i produttori si adeguassero

L’industria di grandi dimensioni si è già ampiamente adeguata alla direttiva ed infatti la stragrande maggioranza dei prodotti alimentari presenti nelle grandi catene di supermercati è già sostanzialmente a posto. Chi ancora è indietro e dal 13 dicembre 2016 è fuorilegge, sono i piccoli e medi produttori che hanno ritardato l’adeguamento e che ancora offrono i loro prodotti senza etichette esplicative a norma di legge.
Si stima che circa la metà degli alimenti sia ancora non conforme alla legge. Lo sarà dal 13 dicembre 2016?

 

Cosa cambia: i nuovi obblighi

Tutti noi che facciamo la spesa al supermercato o in qualsiasi altro punto vendita al dettaglio o ingrosso, abbiamo ora il diritto di pretendere che sul prodotto acquistato siano chiaramente indicati le seguenti informazioni :

 

Leggi anche: Etichettatura alimenti: l’opuscolo informativo del Ministero della Salute

 

Tabella nutrizionale – una tabella con indicati 6 nutrienti; grassi, saturati, carboidrati, zuccheri, proteine e sale – in quest’ordine, ed espressi per 100 g o per 100 ml di prodotto ;

Pubblicità – Queste informazioni dovrebbero essere presentate in una tabella nutrizionale nello stesso campo visivo (più facilmente sul retro della confezione) e in aggiunta possono essere espresse su ogni porzione. ;

Ulteriori nutrienti – (cioè grassi monoinsaturi, polinsaturi, polioli, amido, fibre, vitamine e minerali) possono essere inclusi volontariamente;

Dimensione carattere – Per la maggioranza delle etichette per le confezioni alimentari è necessaria una dimensione del carattere minima di 1,2 mm per tutte le informazioni alimentari obbligatorie;

L’indicazione sugli allergeni – Diversi alimenti sono stati indicati come responsabili della maggioranza delle reazioni allergiche agli alimenti. Se sono presenti negli alimenti, devono essere chiaramente indicati e sottolineati nella lista degli ingredienti.

 

Leggi anche: Etichette alimentari: ecco i 15 alimenti  allergenici da indicare 

 

Bar e ristoranti – Le richieste sulla fornitura di informazioni che riguardano gli allergeni coprono anche gli alimenti non pre-confezionati, tra cui quelli venduti nei ristoranti e nei bar;

La lingua – e informazioni obbligatorie sugli alimenti dovranno apparire in una lingua facilmente comprensibile dai consumatori. Inoltre, gli Stati Membri in cui un alimento è commercializzato possono decidere che le informazioni vengano date in una o più lingue tra quelle ufficiali dell’UE.

Vendite a distanza (web o cataloghi) – Le informazioni obbligatorie presenti sull’etichetta devono essere rese disponibili prima che la vendita sia conclusa. Queste informazioni devono essere visibili anche su qualsiasi materiale che supporta la vendita a distanza o fornito attraverso altri mezzi appropriati (ad es. pagina web o catalogo).

Indicazione sull’origine:  devono obbligatoriamente essere pubblicate le informazioni  sull’indirizzo dello stabilimento di produzione dei prodotti alimentari se diverso dal luogo in cui  i prodotti sono stati confezionati;

Le bevande no – Le bevande alcoliche sono provvisoriamente esenti dalle richieste di fornire una lista di ingredienti e di informazioni nutrizionali, ma entro il 2019 la Commissione Europea deciderà in merito.

 

 

direzione staibene.it

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