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Età: svelato il mistero, ecco gli anni che dimostriamo

L’Istat ha svelato esattamente quanti anni in meno dimostrano gli italiani e , di conseguenza, che gli anziani effettivi sono di meno ed i ragazzini effettivi di più. Ecco come ha fatto e perchè.

C’è un mistero nell’età che si è accumulato gradualmente negli ultimi 40 anni e che ora ha la sua prima dimostrazione scientifica e la sua prima quantificazione:  ed è il mistero dell’età che dimostriamo la quale,  in qualsiasi anno siamo nati, oggi fa dire a chi ci osserva che sembriamo più giovani di quanto effettivamente siamo o se siamo già giovani, più piccoli di quanto sia in realtà.

La questione empiricamente appare evidente a tutti ed in qualsiasi latitudine geografica italiana e ce ne accorgiamo da moltissimi aspetti della vita sociale, personale e di relazione: nel lavoro, dove l’Inps ci tiene in ufficio 5 anni di più; nell’attività fisica, sempre più frequente negli over 60; nei ragazzi, che appaiono bamboccioni anche se hanno superato la trentina; nella vita sessuale che una volta finiva a sessant’anni  ed oggi prosegue felicemente anche a 80. L’evidenza era empirica e ci raccontava un’età biologica che man mano che gli anni passano, è inferiore all’età anagrafica.

Ciò che non era stato quantificato con esattezza era di quanti anni sembriamo effettivamente più giovani.

Ebbene, la verità  la svela niente meno che l’Istituto Centrale di Statistica, la massima autorità in fatto di numeri sulla popolazione secondo il quale gli anni in meno che dimostriamo sono esattamente 8. Ecco perché.

 

Leggi anche: Le 9 regole per sapere quanti anni dimostri

 

Perchè siamo tutti più giovani di 8 anni

 

Il rapporto Istat del 2016, incentrato sullo studio dell’Italia  dall’ottica delle generazioni,  dedica un capitolo  alla generazioni a confronto ed è li che gli statistici hanno  spiegato il metodo che ci consente di sapere che ad ogni età  anagrafica, in realtà dobbiamo sottrarre 8 anni per avere quella statisticamente biologica.

Il ragionamento parte dalla speranza di vita, ovvero dagli anni che ci restano da vivere. Dicono gli statistici che nel 1952  gli anni che ci rimanevano da vivere  all’età di 65 anni erano 12,8  per gli uomini e 14,1  per le donne, e ciò consentiva di dire che a quell’età, cioè a 65 anni, una persona era anziana, secondo le definizioni che ancora oggi sono rimaste in uso.

Ma oggi si vive più a lungo ( mediamente 85 anni le donne 81 gli uomini) ed allora se definiamo anziana una  donna a cui mancano da vivere 14 ani ed un uomo a cui ne mancano 12,8,  visto che oggi si vive molto più a lungo del 1952, oggi è anziano un uomo di 73 anni ed una donna di 75.

Di conseguenza  scendono tutte le classi d’età e si rivoluziona la mappa anagrafica del Paese.

Un ventenne di oggi, appare come un ragazzino di 13 anni; un giovane di 35 anni,  ne ha in realtà 28,  e ciò spiega perché una donna che nel 1952 a 45 anni era considerata di mezz’età oggi  che l’Istat dice che ne ha effettivamente 37 è poco più che una ragazza.

Allo stesso risultato era arrivato un  medico, Umberto Scapagnini, noto per essere stato il medico curante di Silvio Berlusconi, il quale aveva elaborato una serie di domande dalle cui risposte  era in grado di scoprire la vera età quella biologica di ognuno di noi.

Gli esperti di Staibene.it lo hanno trasformato in un Test. Eccolo

 

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Come cambia la mappa delle età

 

L’Istat certifica in realtà ciò che sappiamo tutti noi. Per esempio:  l’attività sportiva che una volta era appannaggio solo dei giovani oggi  vive il suo grande fenomeno dopo i 60 anni. Gli ottantenni che praticano uno sport oggi sono il doppio di vent’anni fa, e sono passati dal 2 al 4% della popolazione;  i sessantenni che fanno sport sono aumentati del 60%. La conferma viene dai dati dei traumi  sportivi curati nei presidi dei Pronto Soccorso ospedalieri. La  metà dei ricoveri per fratture strappi o traumi sportivi sono degli over 60, ovvero di coloro che per l’Istat in realtà sono solo over 50, poco più che nel mezzo del cammin della loro vita.

Lo stato di salute generale  della popolazione migliora e aumenta la quota di italiani che dichiara di essere in buona salute  in età più avanzata e ciò è riscontrato dall’industria turistica che riempie una quota crescente di posti  in aereo o stanze in alberghi grazie al turismo delle persone in età più avanzata che 40 anni fa, se ancora vive a 70 anni, non sarebbero mosse da casa.

 

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direzione staibene.it

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