• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero

2.033 visite

Ecco gli spaghetti fatti apposta per la dieta

Un tipo di pasta ideale per dimagrire, perché a basso indice glicemico, la cui efficacia è riconosciuta dagli esperti del Ministero della Salute

L’avevano inventata per i calciatori e gli sportivi, che hanno bisogno di energia rapida digeribilità e molte fibre; poi l’hanno sperimentata sui diabetici, ottenendo la sospirata autorizzazione del Ministero della Salute ed ora è approdata sulle tavole di tutti gli italiani che si mettono a dieta: è la pasta asciutta bianca dimagrante e naturale, nuovo gioiello della tecnologia alimentare italiana, frutto di una ricerca e dell’avallo di medici ed università e istituzioni.

La tradizione
Ad inventarla un piccolo imprenditore delle Marche, Giuseppe Polverini, mugnaio da quattro generazioni, fin da quando il capostipite Nazzareno inizia a produrre pasta con un piccolo molino a macina di pietra azionato dall’acqua del torrente del fiume Musone, in provincia di Ancona.

La ricerca scientifica
Fiberpasta”, questo è il nome del sogno di molti italiani che vogliono perdere peso, ma non vogliono rinunciare al piatto nazionale, gli spaghetti. Un piccolo miracolo che nasce dopo molti sacrifici, anche finanziari, e molta ricerca medica. Il trio di specialisti che se n’è occupato, ( Bertoli, Fioretti e Bacchetti) sono tutti del Dipartimento di Biochimica, Biologia genetica dell’Università Politecnica delle Marche. E spiegano così la scoperta: i colpevoli dell’ingrassamento (così come del diabete e delle malattie cardiovascolari) sono gli zuccheri presenti nei carboidrati perché alzano fortemente l’indice glicemico nel sangue. Altri cibi invece lo abbassano (verdure, legumi ed alimenti ricchi di fibre).
La pasta di Polverini è fatta per il 98% di semola di grano duro, ma ha il doppio delle fibre delle normali paste integrali e soprattutto ha quel 2% di inulina, sostanza estratta dalla cicoria, che “fa il miracolo”: impedisce che l’organismo assimili la pasta; e se non si assimila, non si ingrassa.

L’esperimento clinico è stato fatto su 20 volontari che hanno pranzato con un piatto di spaghetti (50 grammi). Le misurazioni dell’indice glicemico fatte prima del pasto e dopo 120 minuti, hanno consentito di collocare “Fiberpasta” tra i cibi a basso indice glicemico. I controlli fatti dal Ministero della Salute hanno confermato.
Dice il prof. Claudio Tubili, docente di Scienza dell’alimentazione dell’Università “La Sapienza” di Roma e specialista all’Ospedale S. Camillo Forlanini della capitale: il procedimento naturale con il quale viene realizzata questa pasta, fatto di riscaldamento e raffreddamento, senza interventi chimici, “consente di ottenere il 20% di contenuto energetico in meno grazie al doppio delle fibre contenute rispetto alla normale pasta integrale”. Per questo motivo è adatta alle situazioni in cui bisogna controllare il peso e l’apporto delle calorie giornaliero, cioè nelle diete”.

Diete a parte, i testi medici hanno consentito anche di scoprire che oltre a non far ingrassare questo tipo di pasta ha degli effetti collaterali niente affatto disprezzabili: regolarizza l’intestino e fa bene a chi la pressione alta.

Tag:
Antonio Napolitano
Redazione Staibene

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

E' possibile usare questi tags e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

}