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Droghe furbe?…. E non smetto quando voglio

Il boom in Italia delle droghe furbe o “smart drugs”: sono legali finchè non le scoprono, le trovi ovunque, promettono miracoli ma ti spappolano il cervello.

Una volta c’erano l’Ecstasy, cannabis o cocaina. E poi alcol, di tutti i tipi.

Oggi a farla da padrone sono le cosiddette smart drugs, o droghe furbette che promettono di aumentare le potenzialità del cervello di apprendere,  ricordare imparare ed invece te lo spappolano in poco tempo.

Rese famose e banalizzate in Italia  dal film “Smetto quando voglio” , dove un ricercatore universitario disoccupato fa prima a diventare ricco inventando una droga legale che  insegnando all’Università, sono ormai il 70% del mercato delle droghe e 6 ragazzi su 10 le hanno provate almeno 1 volta.
Questi numeri, sconcertanti, provengono da una fonte insospettabile, Antonio Di Tommaso, responsabile ufficio accertamenti tecnici di polizia giudiziaria, direzione distrettuale antimafia della procura della Repubblica di Roma, che in un convegno al Senato svolto nel 2014 ha aggiunto:” Il canale di diffusione principale è Internet, ma ne abbiamo anche sequestrate in porti e aeroporti". Fra autorità e criminalità organizzata c’è una vera e propri gara: "Non si fa a tempo a mettere una sostanza nelle tabelle che già si sono inventati qualche piccola modifica che la rende legale – ha spiegato Fabrizio Schifano dell’università dell’Hertforshirde – e spesso quando i medici vedono arrivare il ragazzo al pronto soccorso non hanno la più pallida idea di cosa abbia preso".[correlata1]
La cosa incredibile è che sono almeno 670 le smart drugs, in buona parte ancora non dichiarate illegali, consumate in Ue da milioni di giovani contro le 146 censite solo due  anni prima l’Istituto Superiore di Sanità.
E poi ci sono gli smart-shops che le vendono. Negozi presenti in diverse nazioni europee da una quindicina d’anni e specializzati nella vendita di particolari prodotti erboristici diversi per origine o formulazione.

Le smart drugs più diffuse

Le più diffuse smart drugs sono a base di efedrina, caffeina, taurina ma anche sostanze con caratteristiche allucinogene. [correlata2]
Promettono di aumentare le potenzialità cerebrali, la capacità di apprendimento e memoria nonché di migliorare le performance fisiche di chi le assume ed anche di fornire effetti psichedelici di "visioni sensoriali ed allucinogene" particolari, percezioni, sensazioni, emozioni e processi mentali in genere. 
Per alcuni il termine smart-drugs indica tutta una serie di bevande energetiche o pastiglie stimolanti (che tentano di simulare l’effetto dell’ecstasy) che assicurano effetti eccitanti pur rimanendo nella legalità (caffeina, ginseng, etc.): vengono proposte e consumate soprattutto in discoteche, rave party ecc.. 
Per altri le smart-drugs si confondono molto più con le droghe naturali o droghe etniche, confinando il loro consumo ad ambienti più alternativi rispetto alla discoteca.

Gli smart shops canale distributivo affiancano internet

Gli smart shops, che in Italia sono già circa un centinaio, vendono non solo prodotti di origine naturale e sintetica (capsule contenenti aminoacidi, neurotrasmettitori tipo Gaba, etc.) con marchio Ce, ma vendono anche prodotti destinati alla coltivazione di piante (soprattutto funghi e canapa) e prodotti accessori destinati ad ottimizzare l’effetto derivato dall’assunzione di sostanze fumabili (cartine, filtri, pipe, bong, vaporizzatori).
I frequentatori degli smart shops appartengono a varie categorie sociali: studenti, che ricercano in questi negozi stimolanti cerebrali dal basso profilo tossicologico per la preparazione degli esami.
 Ma anche adulti 40-60enni, soprattutto maschi, che ricercano alcune smart drugs dalle proprietà simil Viagra, e poi i giovani che usano le smart drugs per i loro presunti effetti psichedelici, o semplicemente per curiosità. O per bruciarsi il cervello.

I danni alla salute provocati dalle smart drugs

Ecco un elenco delle principali smart drugs in circolazione e i danni che provocano secondo il censimento del Dipartimento Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri italiano.
Cannabis sintetica (come la cosidetta Spice): panico e ansia, paranoia, difficoltà respiratorie, sudorazione, dolore toracico, allucinazioni e agitazione.
Catinoni sintetici (ad esempio il Metilone e i Sali da bagno/Ivory Wave/Mefedrone/MCAT): agitazione e psicosi gravi, tachicardia, ipertensione, convulsioni. Provoca danni al Sistema Nervoso Centrale alle vie respiratorie superiori e bronchiali, al sistema cardiovascolare fino alla morte.
Fenetilamine (ad esempio PMMA, 2C Series, D-Series): Le fenetilammine risultano essere ingerite, sniffate e più recentemente assunte per via sublinguale (francobolli). Le fenetilammine determinano un aumento del battito cardiaco, della respirazione, della pressione sanguigna e della temperatura corporea; quest’ultimo effetto può causare convulsioni e coma. Uno degli effetti più pericolosi di questo tipo di droghe è la rigidità muscolare. Gli effetti tuttavia variano da sostanza a sostanza ed includono a titolo esemplificativo, per la 2C-I, pressione sanguigna molto alta associata a crisi epilettiche, confusione; per la 2B-B , disturbi cardiovascolari, disidratazione, confusione; per la 2C-T, depressione del sistema nervoso centrale, attacchi di panico, vomito, delirio, perdita di memoria; per la  2C-T-2 , attacchi di panico, paranoia, rigidità muscolare, vomito, ansia; per la 2C-T-7, vomito, mal di testa, confusione, delirio, alta pressione sanguigna, spasmi muscolari.
Fenciclidina (PCP): provoca problemi neurologici, alterazione della coscienza (da lieve torpore fino al coma), disturbi psichiatrici e comportamenti violenti.
Khat: causa dal deficit dell’attenzione all’ euforia, aumento della temperatura, anoressia; tachicardia e aumento della pressione. 
Kratom: ha un effetto stimolante (a basse dosi), e un effetto sedativo-narcotico (ad alte dosi), fino alla morte. 
Ketamina: Gli effetti ricercati e descritti dopo uso di metossietamina sono euforia, aumento dell’empatia, intensificazione delle esperienze sensoriali, distorsione del senso della realtà, allucinazioni visive vivide e persistenti. Alcuni consumatori riportano di aver manifestato nausea, vomito, diarrea, paranoia, ansia, confusione mentale, vertigini, distorsione del tempo, afasia, sinestesia e grave agitazione psicomotoria, insufficienza renale acuta e rabdomiolisi. A seguito di assunzione di metossietamina vengono riportati anche, quali effetti "non ricercati", deprivazione sensoriale, derealizzazione e stato dissociativo prolungato (genericamente descritti come esperienze "near-death").
Piperazine (fra queste BZP, TFMPP, MBZP): convulsioni tossiche; acidosi respiratoria ipertermia rabdomiolisi; insufficienza renale, convulsioni e morte 
Salvia Divinorum: stati di psicosi duraturi.
Triptamine: irrequietezza, agitazione e dolori gastro – intestinali, tensione muscolare. 

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Redazione Staibene

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