• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero

4.458 visite

Poco sonno? I rischi che corri se dormi poco

Stress emotivo e poco sonno sono le principali cause di alcuni rischi per la salute in agguato già dopo un giorno trascorso completamente in bianco. Ecco che fare.

sonno

Fatica cronica ad addormentarsi, microrisvegli notturni, occhi sbarrati prima dell’alba senza poterli richiudere, il poco sonno notturno porta con se rischi che non tutti conoscono. Stress emotivo e buon sonno non vanno d’accordo, e i rischi per la salute sono in agguato già dopo un giorno trascorso completamente in bianco.

 

 

I primi effetti negativi
Gli esperti di medicina del sonno non hanno dubbi: “Studi sugli animali indicano che gli effetti di una totale deprivazione di sonno iniziano a farsi sentire già dopo 24-48 ore”, spiega Carolina Lombardi, responsabile del Centro sonno dell’Istituto auxologico italiano di Milano. E a pagare il conto più alto sono cuore e arterie, “le cui alterazioni hanno un ruolo chiave nella prognosi del paziente insonne”.

 

Leggi anche: Sonno disturbato? I segreti per dormire bene

 

Quali rischi per cuore e pressione
Conferma Liborio Parrino, presidente dell’Associazione italiana medicina del sonno (Aims): “Dormire a lungo per meno di 5 ore a notte comporta un alto rischio di ipertensione e malattie cardiovascolari”. “A tutti è capitato di sperimentare l’impatto dello stress, di una preoccupazione o di un pensiero negativo sulla qualità del sonno”, osserva Lombardi. Pur puntualizzando che “non esiste forma di stress in grado di togliere completamente il sonno per un periodo di quasi 2 mesi”, la specialista sottolinea come lo stress possa “interferire anche con la percezione che abbiamo del nostro sonno. Se siamo sotto pressione, sicuramente sentiamo che è meno profondo, poco rilassante, per nulla ristoratore”.

Problemi che, fa notare Parrino, “in questi giorni credo stiano vivendo anche tanti lavoratori spaventati dalla possibilità di ritrovarsi senza un impiego: alterazioni al sistema cardiovascolare e ai meccanismi della termoregolazione, con aumento della frequenza cardiaca; scompenso della secrezione di ormoni che seguono il ritmo circadiano (dal cortisolo alla prolattina); ipereccitabilità di tutti gli apparati. L’organismo privato del sonno – esemplifica Lombardi – è un po’ come un’automobile lanciata a 180 all’ora per 10 anni”.

 

Leggi anche: Ma quanto bisognerebbe dormire ogni notte?

 

Le conseguenze quando siamo svegli
Il primo impatto di una notte difficile riguarda “le performance durante la veglia, naturalmente compromesse. Il sonno – ricorda infatti l’esperta – ha una funzione ristoratrice su diversi apparati, e in particolare sul sistema nervoso centrale. Quindi, se il riposo viene meno, ci si sente meno lucidi durante il giorno, con la possibilità di problemi di memoria o di disturbi dell’umore”.
Se è vero infatti che la depressione è nella lista delle cause di insonnia, può anche essere una sua conseguenza: “Studi sui turnisti di notte – evidenzia inoltre la specialista dell’Auxologico – hanno dimostrato possibili effetti del sonno insufficiente sul sistema gastrointestinale, con ulcere e transito irregolare”. “Così come il bisogno di sonno è individuale, anche la risposta a una sua deprivazione è variabile da persona a persona”, precisa Lombardi.

“Anche chi per natura tende a dormire poche ore, rischia danni seri”, avverte il presidente Aims, a capo del Centro di medicina del sonno dell’azienda ospedaliero-universitaria di Parma, “se va al di sotto di un numero di ore di sonno sufficienti per garantire un recupero”.

 

Leggi anche: Insonnia, i cibi migliori per dormire bene

 

Quale terapia
“Nella terapia – suggerisce Parrino – è molto importante ascoltare il paziente per capire di che tipo di insonnia soffre: la forma in cui ci si sveglia prestissimo senza potersi riaddormentare è diversa, infatti, da quella in cui non ci si addormenta fino al mattino”. E la più insidiosa è proprio quest’ultima: “E’ importante soprattutto dormire bene la prima parte della notte. Sono le prime 4 ore e mezza di sonno le più preziose”, insegna l’esperto.
Ma dormire bene dipende anche da noi: il modo migliore per contrastare i fattori di stress nemici di Morfeo è “imparare a spegnere l’interruttore che ci collega al mondo esterno per dedicarci a noi stessi”, conclude Lombardi. “Certo non possiamo decidere quando dormire, però possiamo decidere di staccare la spina e di curarci della nostra salute, perché il sonno è un bisogno primario. Bisogna imparare a lasciarsi andare, ad affidarsi. Senza pretendere di avere tutto, sempre sotto controllo”.

 

Disturbi del sonno: sei a rischio? Scoprilo con IL TEST

Redazione Staibene

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

E' possibile usare questi tags e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

}