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Dopo l’influenza la convalescenza, 5 cose da fare contro le ricadute

Dopo i giorni a letto con la febbre a causa dell’influenza, ogni anno per 5 milioni di italiani arriva la convalescenza, il momento forse più delicato. Eppure le esigenze del lavoro, che inducono di conseguenza anche ad accelerare il ritorno a scuola dei bambini, la convinzione che basta qualche pillola di integratore in più a risolvere tutto, la convalescenza è quasi scomparsa dall’orizzonte delle famiglie italiane, causando forse per questa ragione ricadute sempre più frequenti e condizioni di salute precaria che si prolungano a volte fino all’arrivo della primavera.

Ma cos’è la convalescenza? Perché è il momento più delicato per l’organismo? Perché non va più di moda? Come bisogna gestire il periodo post influenza?

 

Cos’è la convalescenza

La convalescenza- dice Giovanni Rocchi, Professore Ordinario di malattie infettive Università Tor Vergata – equivale ad un periodo in cui il virus dell’influenza è quasi debellato ma gli strascichi che ha lasciato sull’organismo hanno reso quest’ultimo fortemente vulnerabile sia a ricadute che ad altre patologie.

L’organismo e soprattutto le vie respiratorie, infatti, dopo il passaggio del virus restano più esposti al freddo e vulnerabili di fronte all’aggressività delle basse temperature.

Quindi, bisogna pianificare il ripristino graduale di tutte le attività che facevamo prima di ammalarci, lasciando passare almeno 10 giorni dalla guarigione prima di riprendere in pieno il ritmo della quotidianità. Nel frattempo, è meglio non esporsi a sforzi, seguire una dieta ricca di proteine e vitamine soprattutto vitamina C e vitamine del gruppo B; e soprattutto evitare di esporre l’apparato respiratorio indebolito a nuove situazioni di freddo.

Ma vediamo una per una e situazioni da tenere sotto controllo.

 

Leggi anche: Influenza-killer: mai così da 15 anni. Le 4 cose da fare

 

(segue)

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Bruno Costi

Direttore Responsabile Staibene.it

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