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Domande e risposte sulle vaccinazioni per i bambini

Chiariamo e approfondiamo insieme gli interrogativi pratici più frequenti sul tema delle vaccinazioni

domande e risposte

Quali vaccinazioni sono gratuite e a chi rivolgersi per effettuarle?

Sono gratuite, presso le strutture del Servizio sanitario nazionale, le vaccinazioni obbligatorie e le vaccinazioni raccomandate. La legge dispone inoltre che sono gratis “le prestazioni diagnostiche e terapeutiche, comprese le vaccinazioni di comprovata efficacia”. Il Ministero della Salute ha di conseguenza emanato una circolare affinché le regioni diano concreta applicazione alle disposizioni di legge, includendo nei rispettivi Piani Sanitari Regionali le vaccinazioni facoltative contro morbillo, parotite, rosolia, influenza, Hib.

Le vaccinazioni sono pericolose?

La vaccinazione rappresenta un atto di natura medica, di esecuzione pratica relativamente semplice da eseguirsi sotto la diretta responsabilità di un medico e assicurando l’immediata disponibilità di alcuni presidi essenziali di pronto intervento quali, ad esempio, cortisonici e adrenalina. Pertanto, i vaccini sono sicuri se somministrati da personale qualificato rispettando norme di buona pratica (uso di vaccini conservati in modo appropriato, utilizzazione di siringhe sterili e monouso, rispetto delle vie e delle sedi di inoculazione prescritte) e tenendo conto di eventuali circostanze che possano controindicare, in maniera definitiva o temporanea, la vaccinazione. I vaccini utilizzati in Italia sono farmaci che rispettano le norme di produzione nazionali ed internazionali; inoltre ogni lotto di vaccino registrato e commercializzato in Italia viene sottoposto a controlli di sicurezza ed efficacia da parte dell’Istituto Superiore di Sanità.

Quando e perché una vaccinazione deve essere rimandata?

È buona norma rimandare la vaccinazione in caso di malattie febbrili acute e in caso di gravidanza. Affezioni minori, quali raffreddori ed altre infezioni delle vie aeree superiori, non costituiscono controindicazioni, anche temporanee, alle vaccinazioni, così come non è necessario rimandare le vaccinazioni in caso di trattamenti con cortisonici per uso locale o per uso sistemico a basso dosaggio, e in caso di affezioni cutanee quali dermatosi, eczemi, infezioni cutanee localizzate. Al contrario, molti stati patologici sono erroneamente ritenuti delle controindicazioni, rappresentando invece delle indicazioni assolute ed immediate per alcuni vaccini.

Quali soggetti non devono essere vaccinati?

È buona norma rimandare la vaccinazione in caso di malattie febbrili acute e in caso di gravidanza. Affezioni minori, quali raffreddori ed altre infezioni delle vie aeree superiori, non costituiscono controindicazioni, anche temporanee, alle vaccinazioni, così come non è necessario rimandare le vaccinazioni in caso di trattamenti con cortisonici per uso locale o per uso sistemico a basso dosaggio, e in caso di affezioni cutanee quali dermatosi, eczemi, infezioni cutanee localizzate. Al contrario, molti stati patologici sono erroneamente ritenuti delle controindicazioni, rappresentando invece delle indicazioni assolute ed immediate per alcuni vaccini.

L'impiego di vaccini o immunoglobuline è pericoloso in gravidanza?

Quando un vaccino deve essere necessariamente somministrato ad una donna in gravidanza, rinviarne la somministrazione fino al secondo o terzo trimestre è una ragionevole precauzione per ridurre ogni preoccupazione nei confronti dei possibili effetti negativi sul feto.
Lo stato di gravidanza rappresenta una controindicazione assoluta alla somministrazione del vaccino antirosolia, per la possibilità (peraltro da alcuni considerata teorica) di sindrome da rosolia congenita; controindicati anche il vaccino antimorbilloso e quello antiparotite, che possono però essere somministrati ai bambini figli o conviventi di donne incinte, in quanto la dispersione virale da parte dei vaccinati è scarsa, intermittente ed incapace di provocare infezione nei contatti.
Per una donna in età fertile che si vaccini contro la rosolia è raccomandato aspettare almeno tre mesi prima di avviare una gravidanza.
Il vaccino antipolio orale può essere somministrato anche alle donne in gravidanza, con precauzioni, in caso di rischio imminente di infezione da virus selvaggio; è comunque preferibile utilizzare il vaccino antipolio inattivato (IPV).
Possono essere usati in gravidanza il vaccino antidifterico-tetanico e l’antinfluenzale.
Lo stato di gravidanza non rappresenta una controindicazione alla somministrazione di immunoglobuline, che sono anzi indicate in alcune specifiche circostanze (es: contatti precoci con persone affette da rosolia).

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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