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Dolore, se ammiri un dipinto non lo senti più

Così il cervello può influire sulla percezione. A patto che il quadro sia bello…

Ammirare la Venere di Botticelli o la Gioconda di Leonardo Da Vinci non è solo una gioia per i nostri occhi, ma anche un vero e proprio antidolorifico contro le nostre sofferenze fisiche. A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori italiani dell´università di Bari in uno studio pubblicato tempo fa sulla rivista scientifica "New Scientist".

Lo studio
Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori, coordinati da Marina De Tommaso, hanno chiesto a un gruppo di 12 volontari di scegliere fra 300 immagini le 20 più belle e le 20 più brutte. Tra le immagini sottoposte alla selezione dei volontari sono stati inseriti anche dipinti famosi, come la Venere di Botticelli (che è stata la più richiesta) e le opere più importanti di Leonardo Da Vinci. Una volta effettuata la scelta, i volontari sono stati invitati a guardare uno dei dipinti belli, uno di quelli brutti e una tela vuota, mentre venivano colpiti dai ricercatori con degli impulsi laser, progettati per provocare sensazioni spiacevoli.
Ebbene, i volontari hanno valutato il dolore provocato dagli impulsi un terzo meno intenso se mentre li subivano osservavano dei dipinti belli, rispetto a quelli vuoti o brutti.

Quanto conta la bellezza
I ricercatori hanno inoltre riscontrato, tramite l´utilizzo di elettrodi per misurare l´attività cerebrale dei volontari, che la risposta del cervello al dolore diminuiva quando i soggetti ammiravano le immagini più belle. Una delle ipotesi vagliate per spiegare il fenomeno è che la bellezza delle immagini è in grado di distrarre i pazienti dal dolore.

Redazione Staibene

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