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Dolcificanti o zucchero, questo è il problema!

Vantaggi e controindicazioni di aspartame, saccarina & Co.

Al bar o in casa, li consideriamo l’ancora di salvataggio per eccellenza, quando si tratta di limare le calorie senza perdere il sapore dolce delle bevande o degli alimenti. Le bustine di dolcificanti – così amate dalle donne (anche se sempre più uomini le usano) – sono la prima alternativa al tanto temuto zucchero tradizionale, bianco raffinato o di canna.
Pochi di noi, però, saprebbero rispondere con certezza alla domanda delle domande: i dolcificanti sono davvero migliori dello zucchero, quando si parla di dieta?

Pro e contro dei dolcificanti

Primo punto a favore: i dolcificanti non forniscono alcuna caloria (tranne l´aspartame), perché non vengono assimilati dall´organismo. Dunque, se in un giorno si consumano 5 cucchiaini di zucchero, si accumulano 100 calorie; usando un dolcificante, nessuna.
Secondo fattore positivo: il dolcificante può essere consumato anche in caso di diabete, perché non avendo glucosio non richiede l´insulina. Infine, il dolcificante non fermenta tra i denti (come invece accade allo zucchero): risultato, meno rischi di carie.
Lati negativi? In dosi eccessive i dolcificanti possono risultare nocivi per l´organismo. Per questo, è stata stabilita la "Dose giornaliera accettabile" (Dga), una quantità massima da assumere ogni giorno. È un limite che si esprime in milligrammi (mg) per kg di peso corporeo: dunque, se la Dga di un dolcificante è 5, un individuo di 65 kg non dovrà consumarne più di 325 mg al giorno (5 x 65 = 325).
Grazie all´assenza di glucosio, i dolcificanti sono la soluzione ideale per chi soffre di diabete o chi è in sovrappeso. Quelli intensivi, invece, sono vietati alle donne in gravidanza e ai bambini.
Attenzione all´effetto lassativo di quelli energetici: se si esagera con le quantità (20 g al giorno, pari a oltre dieci caramelle senza zucchero) possono dare disturbi all´intestino.

I dolcificanti più diffusi
Se si tralasciano i dolcificanti naturali , i principali dolcificanti in commercio sono i seguenti:

  • L´acesulfame K è 150-200 volte più dolce dello zucchero comune e non apporta calorie. La sua Dga è di 9 mg per kg di peso corporeo. Resiste alle alte temperature (dunque è ottimo per la cucina). Contiene potassio (e dunque se ne deve tener conto se si hanno problemi renali).
  • La saccarina ha un potere dolcificante ancora più evidente: 300-500 volte più dello zucchero. Non fornisce calorie. La sua Dga è di 2,5 mg per kg di peso.

  • Il ciclammato, zero calorie, dolcifica 30 volte più del saccarosio. La sua Dga è pari a 11 mg per kg di peso.

  • L´aspartame ha invece le stesse calorie dello zucchero, ma un potere dolcificante 160-220 volte superiore. La sua Dga è di 40 mg per kg di peso. Alle alte temperature, però, non resiste.

Il nutrizionista: “Dolcificanti sì, ma con criterio”
Chi ha problemi seri con la bilancia o con la salute, non può farne a meno. Chi invece non ha questo rapporto burrascoso con il proprio peso e gode di una salute normale, lasci perdere i dolcificanti e continui pure a usare lo zucchero. Si racchiude in questi due concetti elementari la valutazione su aspartame, saccarina & Co. del professor Nicola Sorrentino, specialista in Scienza dell´alimentazione dietetica.
“I dolcificanti non sono affatto una soluzione valida per chiunque”, spiega Sorrentino, “ma solo per chi ha forti problemi di peso, segue una dieta (e solo per il periodo della sua durata) oppure soffre di particolari patologie come il diabete. Tutti gli altri non hanno alcuna necessità di usarli. Molto meglio restare allo zucchero tradizionale”.
Ci sono dolcificanti più adatti a determinate persone? “No. Anche in questo caso, conta molto il gusto personale. Certo, ci sono le eccezioni: in alcuni casi si può manifestare intolleranza verso questo o quel diverso principio attivo. Si possono verificare effetti lassativi, specie se si esagera con le quantità , o anche una certa fermentazione intestinale, con conseguente gonfiore dell´addome e meteorismo”.

(Valentino Maimone)

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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