È un complesso di sensazioni soggettive molto sgradevoli per le quali l’ambiente circostante sembra ruotare più o meno vorticosamente; oppure il soggetto si sente vacillare o roteare in esso. A parte quelle tipiche dello stato di ebbrezza (V. ALCOLISMO) o provocate dalla visione troppo vicina di immagini in movimento (ad es., un film), le vertigini sono di solito dovute a compromissione delle strutture anatomiche normalmente preposte al mantenimento del senso dell’equilibrio: canali semicircolari dell’ORECCHIO interno, nervo vestibolare, cervelletto: quindi, malattia di Ménière, labirintite, otite media, ecc. Ma anche l’abbassamento o l’innalzamento della pressione arteriosa (specie se brusco), nonché l’arteriosclerosi, possono provocare vertigini. Soprattutto nelle affezioni dell’orecchio interno queste sono spesso accompagnate da ACUFENI e NISTAGMO. È compito dell’otorinolaringoiatra e del neurologo individuare l’esatta causa di uno stato di vertigine: di conseguenza, il trattamento è diretto al suo controllo. Nell’attesa di una diagnosi di natura, il soggetto può giovarsi degli antistaminici; deve possibilmente rimanere a riposo ed evitare lavori o situazioni a rischio.










