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 2010 


Dizionario



Malaria
È una malattia infettiva provocata da parassiti del genere Plasmodium che vengono trasmessi all’uomo dalla zanzara Anopheles. In particolare: il Plasmodium vivax provoca la febbre terzana benigna, il Plasmodium falciparum provoca la febbre terzana maligna, il Plasmodium malariae provoca la febbre quartana. (La denominazione «terzana» o «quartana» si riferisce al numero dei giorni nei quali ricorre la febbre.) I parassiti malarici si riproducono in due cicli evolutivi: uno nella zanzara (fase sessuata), uno nell’uomo (fase asessuata). Nella zanzara i parassiti, succhiati con il sangue dell’uomo, evolvono in microgametociti (forme maschili) e macrogametociti (cellule uovo). Questi due elementi si uniscono formando «anfionti», i quali – divenuti «sporozoiti» nell’intestino della zanzara – risalgono nelle ghiandole salivari e vengono inoculati all’uomo attraverso la puntura (morso). Nella zanzara Nell’uomo sporozoiti sporozoiti macrogametrociti microgametrociti trofozoiti anfionti merozoiti sporozoiti Nell’uomo ha luogo la fase asessuata di vita del parassita malarico: gli sporozoiti (della grandezza di 15 micron) invadono i globuli rossi trasformandosi in «trofozoiti» e in «merozoiti». Indi i globuli rossi parassitati si rompono liberando merozoiti, i quali vanno a parassitare altri globuli rossi. Poiché ad ogni ciclo corrisponde un accesso febbrile, insorge una febbre intermittente ogni tre o quattro giorni. Pur essendo pressoché scomparsa nei Paesi occidentali (grazie alle massicce campagne di disinfestazione delle zanzare), la malaria è ancora endemica nelle regioni subtropicali, tropicali ed equatoriali (dove prevale il Plasmodium falciparum). La caratteristica che accomuna le tre forme di malaria umana è l’accesso febbrile, che esordisce con lunghi brividi di freddo ed elevazione della temperatura sino a 39-40°C; la febbre recede dopo 10-12 ore con intensa sudorazione. La ricomparsa degli accessi varia in rapporto alla natura del parassita responsabile. La terzana benigna, che ha un periodo di incubazione di 10-12 giorni, mostra accessi febbrili ogni 48 ore. Ha spontaneamente una durata di un paio di anni, e tende a recidivare con facilità. La terzana maligna, che ha un periodo di incubazione di 8-12 giorni, presenta accessi febbrili ogni 48 ore, ma la febbre è spesso irregolare e può anche ricomparire ogni giorno. Comporta un’anemia piuttosto intensa, con grave deperimento organico, e se non ben trattata ha esito letale. La quartana, che ha un periodo di incubazione di 20-30 giorni, mostra accessi febbrili ogni 72 ore (1 accesso febbrile + 2 di non febbre); tende a persistere molto a lungo e a recidivare. La diagnosi delle singole forme si basa sull’esame dello «striscio» di sangue (una goccia di sangue del paziente distesa su di un vetrino), che consente di rilevare e di caratterizzare il parassita. La terapia della malaria in atto si basa – a seconda della varietà e del giudizio del medico – sulla somministrazione di antimalarici (chinino, clorochina, primachina, amodiachina, meflodina, tetraciclina). La profilassi contempla l’assunzione di clorochina o amodiachina una volta la settimana a partire da una settimana prima dell’arrivo nella zona endemica sino a sei settimane dopo il rientro. Per i Paesi dove il Plasmodium falciparum è noto essere resistente alla clorochina, la profilassi si basa sull’assunzione di meflodina.





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