partner cnr
 home |   info e pubblicità |   contatti |   links |   mappa del sito |  condividi staibene su facebook Condividi | le news di staibene sul tuo pc Rss
staibene.it il portale della salute, del benessere e della buona alimentazione
 2010


Dizionario

Glaucoma
È una malattia dell’occhio caratterizzata da aumento della pressione endoculare, che può portare a gravi difetti della vista, sino alla cecità. Trae il nome dal termine greco glaukós che vuol dire azzurro, color del mare, in quanto la pupilla può assumere il colore verdastro dell’acqua marina. Può essere congenito, oppure secondario a traumi, ad uveite, a lussazione del cristallino, ad aderenze locali. Come è detto a proposito dell’OCCHIO (V.) in condizioni normali la quantità di liquido (umore acqueo) viene prodotto in perfetto equilibrio con quella che viene drenata, ed esso ha quindi una sua pressione normale. L’aumento della quantità e della pressione dell’umore acqueo può essere causato da una sua eccessiva produzione o da un ostacolo del suo drenaggio (evento frequente). L’umore acqueo tende così ad accumularsi e la sua pressione all’interno della camera anteriore dell’occhio aumenta. Tale aumento pressorio può nel tempo ledere, comprimendole, le delicate strutture dell’occhio, specie quelle nervose, con conseguenti disturbi della vista e del campo visivo, sino alla cecità. Per il glaucoma, del quale si conoscono diverse varietà cliniche, di esclusivo interesse specialistico, esistono alcuni «fattori di rischio»: età (a 60-70 anni risulta 6-7 volte più frequente che a 40 anni), familiarità (soggetti affetti da glaucoma tra i parenti prossimi), miopia, diabete mellito (probabilmente su base genetica), ipertensione (ma anche ipotensione) arteriosa. In molti casi e per lungo tempo il glaucoma (che colpisce il 2-3% della popolazione generale) può rimanere silente, senza dar segno di sé, e viene rivelato nel corso di una visita oculistica che indaga sia sul «tono endoculare» (pressione nell’interno dell’occhio) sia sulle condizioni del fondo dell’occhio e del nervo ottico (esame oftalmoscopico). Se l’aumento pressorio si stabilisce gradualmente può verificarsi un lieve rigonfiamento della cornea, con opacità e conseguente riduzione del visus e comparsa di aloni luminosi. Se invece si stabilisce bruscamente, compare un intenso dolore localizzato all’occhio o sopra di esso, accompagnato da malessere generale, nausea e vomito. Poiché con il trascorrere del tempo le alterazioni oculari divengono sempre più gravi e irreversibili, è opportuno – dopo i 40-50 anni – anche in assenza di sintomi, sottoporsi ad esami di controllo oculistico per rilevare in tempo eventuali segni precoci di glaucoma. L’oculista dispone per la diagnosi di altre metodiche molto sensibili e precise, come la perimetria statica computerizzata, che consente di obbiettivare alterazioni anche minime della retina e riduzioni della sua sensibilità agli stimoli luminosi, e di seguire nel tempo l’evoluzione della malattia. Esistono anche metodiche per rilevare riduzioni della sensibilità del contrasto visivo, e segni precoci di alterata funzionalità della retina, e per evidenziare precocemente disturbi della visione dei colori, compromessa già nelle prime fasi del glaucoma specie per l’asse giallo-blu o rosso-verde. Altre metodiche diagnostiche sono l’elettroretinografia da pattern, l’esame della papilla ottica (parte della retina corrispondente all’emergenza del nervo ottico), la fotopapillometria (consente di misurare la «lucentezza» della papilla ottica), e la tecnica dell’optic nerve head analyzer, che permette di quantificare il pallore della papilla. Altre metodiche sono l’esame fluoroangiografico, e la velocimetria laser-Doppler per valutare le modificazioni di perfusione sanguigna della papilla stessa. La terapia è basata sull’impiego di farmaci in grado – a seconda della natura del glaucoma – di facilitare il deflusso di umore acqueo, come la pilocarpina, o di bloccare la produzione di umore acqueo, come il timololo maleato, che talvolta rende addirittura reversibili molte alterazioni esistenti. In alcuni casi è necessario ricorrere alla «terapia parachirurgica», che impiega il laser, o all’intervento chirurgico vero e proprio, secondo varie tecniche.


concorso dell'estate: quanto sai sedurre?

Staibene.it - Registrazione del Tribunale di Roma - n° 12828 del 10/12/2005 - Iscrizione al Registro Nazionale della Stampa n° 324 del 12/8/2005
Tutto il materiale in questo sito copyright 2000-2009 MetaBenessere S.r.l. Via Angelo Bargoni 78, 00153 Roma - P.Iva 06004471006