È una malattia dovuta ad inalazione più o meno prolungata di polvere di berillio o di fumi contenenti prodotti di derivazione del berillio, oggi impiegati soprattutto nell’industria elettronica, nucleare e aerospaziale. Si tratta in pratica di una polmonite chimica; ma l’infiammazione può interessare anche la cute e la congiuntiva. Insorgono disturbi della respirazione, tosse, perdita di peso, con segni radiologici di infiltrazione polmonare diffusa. In caso di esposizione molto prolungata le lesioni polmonari sono molto gravi, e possono anche verificarsi gravi alterazioni del fegato. Mentre nelle forme acute la berilliosi può essere fatale, in quelle più lente la prognosi è molto più favorevole, anche se in alcuni casi si complica per disturbi cardiaci, sino all’insufficienza. La prevenzione – come anche la misura essenziale del trattamento – consiste nell’allontanamento del soggetto dalla sorgente inquinante. La terapia è essenzialmente sintomatica, e si avvale in molti casi dell’impiego di corticosteroidi.










