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Virus del Nilo Occidentale

L´encefalite (Encephalitis) del Nilo Occidentale è un´infiammazione del cervello che può essere causata dai virus e dai batteri, compresi i virus trasmessi dalle zanzare. Esattamente è un´infezione del cervello causata dal virus del Nilo Occidentale (West Nile Virus), un flavivirus che si trova comunemente in Africa, in Asia occidentale e in Medio Oriente. È strettamente collegato al virus dell´encefalite di St. Louis trovato negli Stati Uniti nel settembre 2002. Il virus del Nilo Occidentale è stato trovato generalmente in esseri umani, uccelli e altri vertebrati in Africa, in Europa Orientale, in Asia Occidentale e in Medio Oriente ma, fino al 1999, non era stato registrato nell´emisfero occidentale. Non si sa da dove abbia tratto origine il virus degli Stati Uniti (vedi epidemie 2002) ma esso è strettamente collegato geneticamente al tipo trovato in Medio Oriente. Non si sa da quanto tempo il virus sia presente negli Stati Uniti, ma gli scienziati del CDC di Atlanta, ritengono che, probabilmente, la sua comparsa risalga all´inizio dell´estate del 1999, forse anche prima. Nel 1999, nella zona di New York, furono segnalati 62 casi seri di malattia, compresi 7 decessi. Nel 2000 furono invece segnalati, fino al mese di settembre, 17 casi, compreso 1 decesso. Non ci sono valutazioni certe disponibili per il numero di casi di encefalite del Nilo occidentale verificatisi nel resto del mondo. Una della specie di zanzara vettore del virus del Nilo occidentale è la Culex. Nella zona temperata del mondo (cioè, fra la latitudine 23.5º e 66.5º nord e sud) i casi di encefalite del Nilo occidentale si presentano soprattutto verso la fine dell´estate o ad inizio autunno. Nei climi del sud, dove le temperature sono più miti, il virus del Nilo occidentale può essere trasmesso durante tutto l´anno. Un continuo esame della presenza del virus (sorveglianza) negli uccelli e nelle zanzare aiuterà notevolmente i sistemi preposti al controllo di prima individuazione, cioè enti pubblici territoriali e statali. Quando la prima attività del virus viene rilevata in una comunità di uccelli e/o zanzare, prima che avvengano casi di malattia umana, dovrebbero essere adottate rapide misure di controllo, quali l´applicazione mirata di adulticidi e larvicidi. Le zanzare vengono infettate quando vengono in contatto con uccelli infetti che possono fare circolare il virus nel loro sangue per alcuni giorni. Le zanzare infettate possono allora trasmettere il virus del Nilo occidentale agli esseri umani ed agli animali mentre pungono per prelevare il sangue. Il virus si trova nelle ghiandole salivari della zanzara. Mentre esse succhiano il sangue, il virus può essere iniettato nell´animale o nell´uomo, dove può moltiplicarsi, con estrema possibilità di causare la malattia. Anche nelle zone maggiormente colpite dal virus, sono poche le zanzare - molto meno dell´1% - ad essere infette. Se la zanzara è infettata, meno dell´1% degli individui che verranno punti sarà infettato o subirà seriamente la malattia. Le probabilità che si diventi seriamente malati da una puntura di zanzara sono rare. L´encefalite del Nilo occidentale, inoltre, non viene trasmessa da persona a persona. Per esempio, non si può ricevere il virus del Nilo occidentale toccando o baciando una persona ammalata o da un medico o infermiere che ha curato qualche malato. Non vi sono prove documentate che una gravidanza sia a rischio a causa dell´infezione da virus del Nilo occidentale. Sono a rischio d´infezione tutti i residenti nelle zone dove l´attività del virus è stata identificata. Le persone con più di 50 anni hanno un elevato rischio di contrarre una forma di malattia grave. I sintomi della malattia includono febbre, emicrania e dolori del corpo, occasionalmente con chiazze cutanee e rigonfiamento delle ghiandole linfatiche. L´infezione nella sua forma più grave può essere contrassegnata da emicrania, febbre alta, rigidezza del collo, stordimento, disorientamento, coma, tremiti, convulsioni, debolezza della muscolatura, paralisi e, raramente, morte. Il periodo di incubazione negli esseri umani (cioè il tempo che va dall´infezione all´inizio dei sintomi di malattia) è solitamente dai 3 ai 15 giorni. Ad oggi non esiste alcuna terapia specifica contro il virus del Nilo occidentale. Nei casi più gravi, è indicata un´intensa terapia di appoggio, spesso comprendente il ricovero ospedaliero, liquidi endovenosi, trattamento delle vie respiratorie, supporto respiratorio (ventilatore), prevenzione delle infezioni secondarie (polmonite, apparato urinario, etc.) ed una buona cura infermieristica. Le zanzare infette sono la fonte primaria per la trasmissione del virus del Nilo occidentale. Anche se sono state trovate in Asia e in Africa delle zecche (o acari) infettate con il virus, il loro ruolo nella trasmissione e nella conservazione del virus è incerto. Tuttavia, non ci sono ancora informazioni certe per affermare che le zecche abbiano svolto un qualsiasi ruolo nei casi identificati negli Stati Uniti. Anche se la gran parte delle infezioni è stata identificata negli uccelli, dal mese di settembre del 2000 il CDC ha ricevuto rapporti di infezione da virus in cavalli, gatti, pipistrelli, scoiattoli, conigli domestici e procioni (orso lavatore). Non ci sono prove che una persona possa contrarre il virus toccando uccelli infetti vivi o morti. Tuttavia, le persone dovrebbero evitare il contatto con le mani nude quando maneggiano qualsiasi animale morto ed usare guanti o i doppi sacchetti di plastica per riporre la carcassa in contenitore dei rifiuti. In seguito alla trasmissione da una zanzara infetta, il virus del Nilo occidentale si moltiplica nel sistema sanguigno della persona punta ed attraversa la barriera ematomeningea (la barriera tra il sangue e il cervello) per raggiungere il cervello. Il virus interferisce con il funzionamento del sistema nervoso centrale normale e causa l´infiammazione del tessuto cerebrale. Tra gli individui gravemente ammalati a causa del virus del Nilo occidentale, la percentuale di decessi varia dal 3% al 15% ed è più alta fra gli anziani. Meno dell´1% di persone infettate con il virus del Nilo occidentale presenterà una forma grave della malattia. Anche se non ancora accertato scientificamente, se una persona contrae il virus del Nilo Occidentale, può sviluppare un´immunità naturale all´infezione per tutta la vita; tuttavia, l´immunità può diminuire negli anni successivi. Ancora non esiste un vaccino contro il virus del Nilo occidentale, ma molte industrie stanno lavorando per la sua realizzazione. Alcuni consigli per ridurre i rischi di infezione: rimanete in luoghi chiusi all´alba, al crepuscolo e nella prima parte della sera; indossate camicie a maniche lunghe e pantaloni lunghi ogni volta che siete all´aria aperta; spruzzate su i vestiti sostanze repellenti contenenti permethrin o DEET poiché le zanzare possono anche pungere attraverso vestiti sottili; applicate, senza esagerare, sostanze repellenti anti-insetti sulla pelle esposta. Una sostanza repellente efficace conterrà il 35% DEET (N,N-diethyl-meta-toluamide). DEET in alta concentrazione (oltre il 35%) non assicura una protezione supplementare; i repellenti possono irritare gli occhi e la bocca quindi evitate di applicare i repellenti sulle mani dei bambini; ogni qualvolta usate un insetticida o un repellente per insetti, assicuratevi di leggere e seguire le ISTRUZIONI PER L´USO del fornitore stampate sul prodotto; Nota: la Vitamina B e i dispositivi ""ultrasonici"" NON sono efficaci per prevenire le punture delle zanzare.

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