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Ornitosi – Clamidiosi

L´ornitosi è una malattia degli animali e dell´uomo dovuta ad un batterio del genere Clamydia, che presenta due specie, la Clamydia trachomatis e la Clamydia psittaci. Quest´ultima specie è forse abbastanza nota non tanto per la sua diffusione, ma per i casi di malattia, talora letale, che raramente si verificano a seguito del contatto con pappagalli, uccelli appunto dell´ordine degli Psittacoformi, da cui il batterio prende il nome. In realtà la Clamydia psittaci è piuttosto diffusa e nel piccione di città, così come quelli viaggiatori ed in altri allevati, è assai elevata la percentuale di infezione. Tuttavia, e fortunatamente, il batterio trasmesso dai piccioni, pur essendo conspecifico con quello del pappagallo, appartiene ad un´altra varietà, assai meno pericolosa. Le conseguenze di una infezione sono per l´uomo a carico dell´apparato respiratorio, con affezioni varie di cui le più gravi possono essere alcune forme di polmonite, solitamente a decorso benigno. La malattia si trasmette, sia tra i piccioni che da questi all´uomo, attraverso l´aria, mediante l´inalazione di particelle essiccate di materiale fecale contenente il germe; nel colombo il contagio può avvenire, in misura minore, per via digerente. Il piccione emette nell´ambiente una grande quantità di questi germi attraverso le feci ed anche mediante le secrezioni nasali, piuttosto abbondanti nello stadio acuto della malattia. Fra i diversi sintomi, quello esterno più significativo nel piccione, che può evidenziare un´ infezione in atto, è una congiuntivite acuta bilaterale. Ci sono pareri discordi fra gli specialisti sul ruolo del piccione nella trasmissione all´uomo dell´ornitosi. C´è chi afferma che, in alcune città, il 10% di tutte le infezioni acute delle vie respiratorie potrebbero avere come origine questa infezione. Per contro, altri affermano che il ruolo del piccione di città nella trasmissione all´uomo della Clamydia psittaci è di scarsa rilevanza, sempre in rapporto alla diffusione del germe nella popolazione di piccioni e della dimensione considerevole di questa nelle città. E´ comunque evidente che, dato per certo che la trasmissione all´uomo può esserci, e considerate le modalità con cui essa si effettua, occorre evitare di respirare della polvere proveniente da deiezioni essiccate di piccione; non bisogna quindi lasciar accumulare del guano, tanto più in luoghi di pubblica frequenza; non è opportuno toccare i piccioni nelle piazze e far correre i bambini in mezzo ad essi. Sono queste, in ogni caso, precauzioni valide per evitare anche altri tipi di infezione.

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