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Epatite A

E´ l´infezione, prevenibile, tramite immunizzazione, più frequente nei viaggiatori. Nelle persone non immunizzate è 40 volte più frequente rispetto al tifo ed 800 rispetto al colera.
E´ un´infezione virale, trasmessa prevalentemente per via fecale-orale; molluschi crudi o poco cotti rappresentano la causa più comune di infezione. La malattia può essere trasmessa anche attraverso l´acqua od alimenti contaminati (verdura in particolare).
Tale patologia può essere contratta anche attraverso il contatto con individui infetti.
Questa diventa clinicamente sospetta, nei casi gravi, alla comparsa dell´ittero, colorito giallo della cute, e nei casi lievi quando compaiono sintomi vaghi come: anoressia, nausea, avversione verso il fumo, dolore alla palpazione del quadrante addominale superiore destro e alterazioni nei tests di funzionalità epatica. Spesso l´infezione può passare clinicamente inosservata.
La prevalenza dell´Epatite A varia con l´età e con le condizioni socioeconomiche.
L´uomo è il solo serbatoio del virus dell´epatite A. Nei paesi industrializzati, a causa delle migliori condizioni igieniche e della conseguente diminuzione della siero-prevalenza, si è verificato un graduale aumento della suscettibilità al virus HAV nei viaggiatori.
L´infezione negli adulti si manifesta in forme più gravi rispetto ai bambini.
Un viaggiatore proveniente da paesi a bassa endemia che si rechi in paesi ad alta endemia, corre seri rischi di infettarsi.
In una ridotta percentuale di casi, la malattia si può complicare e portare a morte il paziente (epatite fulminante); ciò si verifica più frequentemente negli adulti che nei bambini. La mortalità dei soggetti di età maggiore di 40 anni è del 2%.
I viaggiatori provenienti da paesi industrializzati devono ricevere il vaccino contro l´epatite A. Prima di effettuare la vaccinazione, per i pazienti al di sopra dei 35 anni è utile eseguire un prelievo del sangue per la determinazione dei markers, per vedere se il paziente è già venuto a contatto con il virus. La vaccinazione è molto semplice e consiste nell´inoculazione nel muscolo deltoide di una prima dose di vaccino (Havrix 1440) seguito da una seconda dose di richiamo dopo 6-12 mesi dalla prima. I successivi richiami dovranno avvenire a distanza di 10 anni.
In alcuni paesi non è ancora stato commercializzato l´Havrix 1440 ma si trova tranquillamente l´Havrix 720, in tal caso dopo la prima iniezione un secondo richiamo andrà effettuato dopo 14-28 giorni ed un terzo dopo 6-12 mesi. La protezione è ottima per almeno dieci anni, e già dopo quindici giorni dalla prima vaccinazione si ha una buona copertura nei confronti dell´infezione.

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