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Encefalite da zecche

L´encefalite da zecche (TBE), o meningoencefalite primaverile-estiva, è una malattia virale acuta del sistema nervoso centrale. Il virus della TBE, a simmetria cubica con RNA ad elica singola, appartiene alla famiglia dei Togavirus ed è molto simile ai flavivirus responsabili della Febbre Gialla e della Dengue.
L´infettività del virus TBE è agevolmente neutralizzata dall´essiccamento, dalla pasteurizzazione, dai comuni disinfettanti chimici; tuttavia, la resistenza del virus all´essiccamento può essere notevolmente aumentata quando esso si trovi incluso in materiali ricchi di proteine (latte, burro). Il virus può essere trasmesso da diversi artropodi, ma le zecche, e in particolar modo Ixodes ricinus ed Ixodes persulcatus, rivestono maggiore importanza nella trasmissione della forma Centro-europea, sia come vettori che come serbatoi. Anche zecche del genere Dermatocentor (zecca del cane) ed Haemaphysalis possono trasmettere l´infezione.
Possono fungere da serbatoi diversi animali, selvatici o domestici, quali roditori, caprioli, ovini, caprini, etc..
Discusso il ruolo degli uccelli, che molto probabilmente contribuiscono a trasportare passivamente zecche infette anche a notevole distanza durante le loro migrazioni. E´ possibile anche la trasmissione dell´infezione per mezzo di latte infetto (documentata nei Paesi dell´Europa orientale), ma questa modalità è altamente improbabile nelle regioni dell´Europa centrale interessate da TBE (Austria e Germania) e nel nostro Paese; in ogni caso, il virus è inattivato rapidamente dal calore (72°C per 10 secondi).
E´ esclusa la trasmissione interumana della encefalite da zecche.
La encefalite da zecche mostra un tipico andamento stagionale, con picchi di incidenza nel periodo primaverile-estivo e primo autunnale, corrispondenti ai periodi di massima attività delle zecche. La encefalite da zecche ha probabilmente in Italia una diffusione maggiore rispetto a quella risultante dalle notifiche pervenute alle Autorità Sanitarie locali e centrali, anche in considerazione della frequenza delle infezioni inapparenti e delle forme sub-cliniche.

Clinica
Dopo un periodo di incubazione variabile da 2 a 28 giorni, la TBE mostra, nella sua forma classica, un caratteristico andamento difasico: il primo stadio, corrispondente alla fase viremica, è caratterizzato da iperpiressia associata a segni e sintomi aspecifici di tipo simil-influenzale ed è seguito da un periodo afebbrile che può arrivare fino a 20 giorni.
Il secondo stadio, che si osserva soltanto nel 30% circa dei casi, è caratterizzato da iperpiressia franca, con temperature notevolmente più elevate di quelle osservate nella prima fase ed in altre forme di meningoencefaliti, e da segni e sintomi di interessamento del sistema nervoso centrale; nei bambini e negli adolescenti sembrano prevalere le forme di tipo meningitico, mentre negli adulti prevale l´interessamento encefalico.
La meningoencefalite da zecche sembra mostrare un decorso più mite nei bambini e nei giovani, con progressivo aumento della gravità della sintomatologia con il progredire dell´età.
Le manifestazioni più severe tendono a regredire nel giro di due-tre settimane, e sono seguite da un prolungato periodo di convalescenza.
La letalità varia dal 2-5% della forma centro-europea, al 20-40% della forma orientale.
Sequele a distanza sono osservabili, secondo diversi studi, nel 6-46% dei casi.
Sono piuttosto frequenti anche le infezioni inapparenti; nel 60-70% dei casi l´infezione rimane silente dal punto di vista clinico, anche se possono essere dimostrati la viremia e il relativo viraggio anticorpale.

Diagnosi
La diagnosi posta su base clinica necessita di conferma laboratoristica, vista la aspecificità della sintomatologia, con particolare attenzione alla diagnosi differenziale nei confronti di altre affezioni virali e batteriche (polio, Coxsackie, Herpes virus, TBC, tularemia, febbre Q, etc.).
Viene considerato significativo un incremento pari ad almeno due volte del titolo anticorpale determinato con metodiche di fissazione del complemento, neutralizzazione anticorpale, inibizione dell´emoaglutinazione, oppure il riscontro di IgM con metodiche RIA e ELISA.

Misure di profilassi
Oltre alla profilassi comportamentale è possibile attuare un´immunoprofilassi specifica attiva e passiva. Il vaccino contro l´encefalite da zecche è a base di virus coltivati su cellule embrionali di pollo, inattivati con formalina. Il ciclo vaccinale di base prevede la somministrazione di tre dosi ai tempi 0, 1-3 mesi, 9-12 mesi, con richiami a cadenza triennale, per via intramuscolare, preferibilmente nella regione deltoidea.
Per un risultato ottimale, gli intervalli di tempo tra le dosi debbono essere rispettati; in particolare, essi non debbono di norma essere accorciati, mentre in casi particolari possono essere allungati, senza necessità di ricominciare il ciclo, fino ad un anno tra la 1° e la 2° dose, e fino a sei anni dopo la 2° dose. E´ in ogni caso sufficiente una sola dose di richiamo se l´intervallo trascorso dal completamento di un ciclo (tre dosi) è inferiore o uguale a sei anni. L´effetto protettivo può essere diminuito da una precedente somministrazione di immunoglobuline specifiche per cui, in caso di immunoprofilassi combinata, la somministrazione avverrà contemporaneamente, ovvero verrà rispettato un intervallo di almeno quattro settimane dalla somministrazione delle immunoglobuline.
Non sono note interazioni con altri farmaci o prodotti immunobiologici, vaccini compresi. Il periodo migliore per avviare la vaccinazione è quello invernale, in modo che il soggetto sia già protetto nel periodo di massima attività delle zecche e di incidenza di TBE.
Il vaccino è controindicato in soggetti allergici alle uova, al thiomersal, e in caso di infezioni febbrili acute. Gli effetti collaterali segnalati successivamente alla somministrazione del vaccino consistono principalmente in reazioni locali nel sito di inoculo e in febbre moderata.
Il vaccino deve essere conservato a temperature comprese tra 2°C e 8°C; non deve essere congelato; le fiale di vaccino erroneamente congelate dovranno pertanto essere distrutte. L´immunoprofilassi passiva può essere sia pre che post-esposizione; in considerazione della breve durata della protezione conferita (emivita 21 giorni, inizio dell´effetto protettivo entro 24 ore, durata 2-3 mesi), essa va comunque riservata a situazioni particolari Per la profilassi pre-esposizione il dosaggio consigliato è 0,05 ml/Kg di peso corporeo di immunoglobuline specifiche somministrate per via intramuscolare profonda. Per la profilassi post-esposizione il dosaggio va diversificato a seconda del tempo trascorso dalla puntura della zecca: 0,1 ml/Kg entro 48 ore dal morso della zecca ovvero 0,2 ml/kg tra 48 e 96 ore.
E´ sconsigliata la somministrazione di immunoglobuline dopo 5 giorni dalla esposizione, in quanto sono stati osservati, in casi di somministrazione tardiva, decorsi clinici più gravi di meningoencefalite da zecche. Nel caso la persona esposta abbia già ricevuto una dose di vaccino, la somministrazione di immunoglobuline è ugualmente consigliata soltanto entro 4 giorni dall´esposizione, mentre è consigliata la somministrazione immediata di un´altra dose di vaccino a prescindere dall´intervallo trascorso dalla precedente.
Tanto le immunoglobuline quanto il vaccino contro la encefalite da zecche attualmente non sono registrati e commercializzati in Italia.

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