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I mestieri che mettono a rischio il matrimonio

Una ricerca americana ha stilato la classifica dei lavori che facilitano il divorzio: sono 11 e hanno una corrispondenza particolare con la situazione italiana. Eccola.

Dimenticate la crisi del settimo anno, l’incompatibilità di coppia, tradimenti cercati o capitati per caso. Anche il tipo di lavoro può essere determinante per far fallire un matrimonio.

Dall’attività che si svolge possono dipendere le probabilità più o meno alte di arrivare al divorzio.

Vi sembra impossibile? Invece è tutto vero, stando almeno allo studio di due ricercatori americani della Ranford University, che si sono presi la briga di passare al setaccio i dati ufficiali dell’ultimo censimento Usa in modo da poter stilare la classifica delle professioni più pericolose per la stabilità del matrimonio.

I mestieri a rischio divorzio

I due studiosi americani, Michael Aamodt e Shawn McCoy, hanno analizzato la voce “divorzi” registrati negli Stati Uniti dall’ultimo censimento. Il risultato è una radiografia dei mestieri più a rischio di far saltare il matrimonio negli Usa. Ma può benissimo essere utile anche da noi, per farsi un’idea delle potenzialità del lavoro proprio o di quello del partner…

Sul gradino più alto del podio, ballerini e coreografi con il 43% di probabilità di divorziare. Al secondo posto, i baristi. Medaglia di bronzo per i massaggiatori.

Di seguito, la classifica completa.

1) Ballerini e coreografi

2) Baristi

3) Massaggiatori

4) Cassieri delle sale da gioco

5) Lavoratori dei macchinari di estrazione

6) Croupier delle sale da gioco

7) Dipendenti delle aziende alimentari o del tabacco

8) Operatori di call center

9) Infermieri, psichiatri

10) Lavoratori dello spettacolo e dello sport

11) Facchini degli hotel

12) Operatori delle televendite

13) Camerieri

14) Conciatori

15) Collaboratrici domestiche.

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Il lavoro  sfascia-matrimoni in Italia ha un altro perchè

Ed in Italia le cose vanno diversamente?  La risposta è ambivalente: un po’ si e un po’ no. Nel senso che  se dai dati Istat si analizzano le cause dei divorzi celebrati in Italia, al primo posto non figura nè il lavoro nè il tradimento, bensì quella che potremmo definire semplicemente " noia".

Il 40% dei divorzi infatti, dicono gli avvocati matrimonialisti dell’Associazione AMI , ha come causa "l’abitudine, l’incapacità di rinnovarsi di trovare nuovi equilibri coniugali". Tradotto:  nella coppia ci si annoia.

Al secondo posto  figurano invece le infedeltà coniugali , che causano il divorzio nel 30% dei casi. In un caso su due le "corna" vengono tollerate, mentre sale l’età dei divorziandi e l’età critica nella coppia, che è 60 anni lui 54 anni lei; entrambi spesso alla ricerca di un partner più giovane.

Al terzo posto salgono le ingerenze dei suoceri (nel 20% dei casi causa di divorzio) e  per il 10% non meglio precisate altre cause.

Perchè il lavoro è spesso la buccia di banana

Il punto in cui la situazione americana si salda con la realtà italiana è appunto  il ruolo che ha il lavoro nell’essere causa di fallimenti matrimoniali.  Infatti,  in Italia il 60% delle infedeltà matrimoniali accade sul luogo di lavoro, tanto è vero che  è stata anche identificata l’ora del fedifrago, ovvero il momento della giornata in cui si consumano le famigerate "corna": la pausa pranzo che, guarda caso, nella stragrande maggioranza dei casi vede lui o lei  sul luogo di lavoro.

Leggi anche: Perchè la pausa pranzo è l’ora del fedifrago

Redazione Staibene

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