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Dimmi che capoufficio hai, ti dirò che stress avrai

Dal sesso del capoufficio derivano ansie, tensioni e angosce diverse per il dipendente. Un’altra ricerca indica le caratteristiche somatiche di quello perfetto

capoufficio

Dedicato a tutti coloro che si sentono stressati dal lavoro e che hanno un capoufficio a faccia larga: attenzione, non è nel tipo di attività quotidiana che dovete ricercare la fonte delle vostre ansie e tensioni. Ma in colui che vi detta le direttive, che vi fa penare dalla mattina alla sera. Insomma: nel vostro capo.

 

Maschio o femmina
Ecco, è proprio qui il punto. Stress psicologico, sintomi fisici, tipo di occupazione e un´ampia varietà di condizioni lavorative ( come il rapporto con l´autorità, le pressioni ricevute, la qualità delle relazioni interpersonali e il livello di soddisfazione) dipendono dal capoufficio. Considerazione banale? Solo in apparenza. Perché c’è di più. Una ricerca su 1800 lavoratori Usa, pubblicata sulla rivista “Journal of Health and Social Behavior”, e coordinata da Scott Schieman, professore di Sociologia all´università di Toronto (Canada), ha fissato un altro elemento fondamentale: il sesso.

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Quali differenze
Dallo studio è emerso che a soffrire di più per un capo “al femminile” siano le donne stesse, che sono molto meno afflitte da un capo uomo. Al contrario degli uomini, però, le donne preferiscono confrontarsi con un capo soltanto: lo stress più grande e i sintomi fisici più pronunciati sono stati riscontrati nelle dipendenti con due capi di sesso opposto. Dal punto di vista di sottoposti maschili, invece, pare che se il superiore è un lui o una lei è quasi indifferente: l´unica differenza è che soffrono meno quando hanno due capi di sesso diverso che li supervisionano.

 

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Il capo perfetto? Colui che ha una faccia larga
Le performance di una società, assicura un gruppo di psicologi americani, dipendono anche dai tratti somatici del ´boss´. A patto che sia maschio perché se al timone c´è una donna, allora la faccia conta meno.

Una conclusione alla quale Elaine M. Wong e colleghi dell´università del Wisconsin di Milwaukee sono giunti con tanto di studio scientifico su 55 chief executive officier maschi scelti fra quelli valutati nell´annuale classifica ´Fortune 500´. La ricerca è pubblicata su Psychological Science.

Gli stessi autori precisano che si tratta di uno studio condotto essenzialmente a distanza per mancanza di tempo da parte di amministratori delegati e top manager. Così gli autori della ricerca si sono basati sul contenuto delle lettere rivolte dai capi d´azienda agli azionisti, e su elementi di curricula relativi alla formazione e al background personale dei ceo.

Il parametro esaminato potrebbe sembrare bizzarro, quasi ´lombrosiano´. Eppure numerosi studi, ricordano gli esperti, hanno dimostrato che il rapporto fra larghezza e lunghezza del volto (gli anglosassoni lo chiamano ´facial ratio´) è direttamente correlato all´aggressività di una persona. Un´associazione che però vale solo nei maschi e che probabilmente ha a che fare con i livelli di testosterone. In altre parole, diverse forme del viso ´rispecchiano´ concentrazioni differenti di ormone della virilità nel sangue.

 

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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