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Dieta, per dimagrire basta il pensiero. Ecco quale

Quando siete a dieta  vi hanno raccomandato quasi di tutto: quante volte mangiare, quali alimenti, a che ora, quale attività fisica fare ma nessuno o quasi vi ha mai detto finora che  in alcuni casi basta il pensiero giusto per dimagrire  e che ci sono pensieri sbagliati che fanno ingrassare.

Sicchè è capitato migliaia di volte che  dopo essersi guardati allo specchio, si decide di  approcciare una dieta dimagrante ma, quando ci si mette a tavola, il pensiero proprio non riesce ad andare nella stessa direzione. Ed allora?

La relazione pensiero- cibo è un universo  indagato  da sempre ma con deboli basi scientifiche.

Una ricerca per certi versi rivoluzionaria presentata all’ultimo congresso della Society fot the study of ingestive behavior statunitense, condotta su volontari senza problemi di peso, colma in parte questa lacuna perchè ha documentato che  ingrassare o dimagrire dipende in gran parte anche da cosa pensi quando ti metti a tavola.

Pensare che  stiamo mangiando per star bene in salute, in sostanza, è diverso dal farlo pensando a saziarci, ed è ancora diverso dal pensare alla bontà di ciò che stiamo per mangiare.

 

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Il pensiero conta quanto i carboidrati

I ricercatori che hanno condotto lo studio hanno preso un gruppo di volontari ai quali chiedere di servirsi porzioni per il pranzo senza dare loro alcuna istruzione; poi agli stessi è stato chiesto in un secondo momento di fare mente locale  sul motivo  per il quale stavano accingendosi a mangiare, suggerendo di farlo pensando  a 3 cose diverse:

  1. agli effetti sulla salute;
  2. all’obiettivo di saziarsi fino ad una certa ora;
  3.  al gusto ed al piacere della pietanza preferita.

Ebbene,  i risultati hanno  dato un primo esito:  chi  si accingeva a mangiare spensieratamente, senza pensare cioè  consapevolmente cosa si cercava dal pasto,  si serviva porzioni più grandi  rispetto ai volontari ai quali si era suggerito di pensarci.

La prima conclusione è dunque che le persone  che pensano a ciò che mangiano sono dunque più  misurate di quelle che mangiano spensieratamente o senza consapevolezza.

La controprova  è venuta dalla risonanza magnetica funzionale del cervello: per le persone  indotte a pensare con consapevolezza a ciò che stanno mangiando, la zona del cervello attivata è quella prefrontale, quella cioè della saggezza. Per le altre questa zona non si attiva.

Non solo: ma i ricercatori hanno anche accertato una differenza anche all’interno del gruppo di coloro che mangiano con più consapevolezza.

 

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Bruno Costi
Bruno Costi

Direttore Responsabile Staibene.it

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