• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero

5.487 visite

Diarrea estiva? Se non passa subito attenti alla Giardia

Il parassita proviene da dubbi frutti di mare, verdure dalla “terra dei fuochi”, cibi lavati con acque inquinate e…

Chi non è  non è mai stato vittima di una diarrea estiva alzi la mano!

In effetti in estate  il fenomeno esplode soprattutto per il caldo, per gli alimenti mal conservati, per la scarsa igiene, e si manifesta con quelle 3-4 evacuazioni al giorno accompagnate dal malessere intestinale che si riconosce a prima vista. Ma a volte il sintomo sembra quello e lo si cura come un banale mal di pancia mentre c’è qualcosa di più che si nasconde nelle pareti dell’intestino e che se curato impropriamente o ignorato per troppo tempo,in un paio di settimane ci mette K.O.  e sarà sempre più difficile sfrattarlo. Di che si tratta?  Di un parassita.

Ora, se dovesse colpirvi una diarrea improvvisa che dopo 2-3 giorni non passa, fate mente locale a ciò che avete fatto o mangiato di recente. Avete mangiato frutti di mare crudi? O un’impepata di cozze cotte,  o un piatto di spaghetti ai  frutti di mare in un luogo di cui ignorate le garanzie di igiene o provenienza dei frutti di mare? Avete mangiato qualche alimento non certificato (acquistato su una bancarella) proveniente dalla “ terra dei fuochi, intendendosi quell’area del casertano in  cui le falde acquifere sono inquinate dai colibatteri o dai rifiuti nelle discariche? Avete mangiato  pesci che possono essere stati allevati in acque inquinate? o avete bevuto acqua di dubbia provenienza?

Bene se qualcuno di questi comportamenti è stato anche vostro, potreste avere un ospite nell’intestino, un parassita  il cui nome è Giardia che non è proprio un amico e che se non lo cacciate in fretta, si moltiplica a grappoli in quantità che lui ingrassa e voi deperite.

 

Leggi anche: Diarrea, ecco quando dipende da carene e latte

Cos’è  un parassita?

Il parassita è un organismo, vegetale o animale, che vive in un altro organismo di una specie diversa dalla sua.
I parassiti intestinali si dividono in protozoi e metazoi, cioè in organismi unicellulari e pluricellulari.
I  parassiti protozoi hanno dimensioni particolarmente ridotte (generalmente nell’ordine di pochi micromillimetri), mentre i metazoi presentano strutture complesse, differenziamento tissutale e dimensioni decisamente superiori (da pochi mm ad alcuni metri).

I metazoi che interessano la medicina umana, gli elminti (o vermi intestinali), sono distinti in vermi cilindrici (i nematodi) ed in vermi piatti (i platelminti), questi ultimi si dividono ulteriormente in cestodi (di forma nastriforme e segmentata) e trematodi (forma non segmentata).

 

Modalità d’infestazione

I parassiti intestinali possono penetrare nell’organismo attraverso l’ingestione di cibi crudi, poco cotti (soprattutto le carni, ma anche pesci) o non adeguatamente lavati (verdure concimate con feci umane o acque nere). A volte, comunque, anche la stessa acqua diviene un veicolo di trasmissione.

Spesso, soprattutto nel bambino, l’infestazione deriva dall’aver portato ingenuamente alla bocca mani non adeguatamente pulite o aver nuotato in acque contaminate. Altre volte ancora, le larve penetrano direttamente nella cute che prende contatto con il terreno (generalmente le mani od i piedi).

I parassiti intestinali colpiscono specialmente i bambini (per le minori difese immunitarie e l’attitudine a giocare con il terreno senza poi lavarsi le mani), i soggetti immuno-compromessi (come i malati di AIDS) e gli abitanti di Paesi in via di sviluppo (per le precarie condizioni igieniche).

 

Guarda anche: VIDEO- Come scongiurare la diarrea del viaggiatore

 

Tag:
Antonio Napolitano
Redazione Staibene

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

E' possibile usare questi tags e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

}