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Diarrea estiva? Se non passa subito attenti alla Giardia

Il parassita proviene da dubbi frutti di mare, verdure dalla “terra dei fuochi”, cibi lavati con acque inquinate e…

Chi non è  non è mai stato vittima di una diarrea estiva alzi la mano!

In effetti in estate  il fenomeno esplode soprattutto per il caldo, per gli alimenti mal conservati, per la scarsa igiene, e si manifesta con quelle 3-4 evacuazioni al giorno accompagnate dal malessere intestinale che si riconosce a prima vista. Ma a volte il sintomo sembra quello e lo si cura come un banale mal di pancia mentre c’è qualcosa di più che si nasconde nelle pareti dell’intestino e che se curato impropriamente o ignorato per troppo tempo,in un paio di settimane ci mette K.O.  e sarà sempre più difficile sfrattarlo. Di che si tratta?  Di un parassita.
Ora, se dovesse colpirvi una diarrea improvvisa che dopo 2-3 giorni non passa, fate mente locale a ciò che avete fatto o mangiato di recente. Avete mangiato frutti di mare crudi? O un’impepata di cozze cotte,  o un piatto di spaghetti ai  frutti di mare in un luogo di cui ignorate le garanzie di igiene o provenienza dei frutti di mare? Avete mangiato qualche alimento non certificato (acquistato su una bancarella) proveniente dalla “ terra dei fuochi, intendendosi quell’area del casertano in  cui le falde acquifere sono inquinate dai colibatteri o dai rifiuti nelle discariche? Avete mangiato  pesci che possono essere stati allevati in acque inquinate? o avete bevuto acqua di dubbia provenienza?

Bene se qualcuno di questi comportamenti è stato anche vostro, potreste avere un ospite nell’intestino, un parassita  il cui nome è Giardia che non è proprio un amico e che se non lo cacciate in fretta, si moltiplica a grappoli in quantità che lui ingrassa e voi deperite.
Cos’è  un parassita?
Il parassita è un organismo, vegetale o animale, che vive in un altro organismo di una specie diversa dalla sua.
I parassiti intestinali si dividono in protozoi e metazoi, cioè in organismi unicellulari e pluricellulari.
I  parassiti protozoi hanno dimensioni particolarmente ridotte (generalmente nell’ordine di pochi micromillimetri), mentre i metazoi presentano strutture complesse, differenziamento tissutale e dimensioni decisamente superiori (da pochi mm ad alcuni metri).
I metazoi che interessano la medicina umana, gli elminti (o vermi intestinali), sono distinti in vermi cilindrici (i nematodi) ed in vermi piatti (i platelminti), questi ultimi si dividono ulteriormente in cestodi (di forma nastriforme e segmentata) e trematodi (forma non segmentata).
Modalità d’infestazione

I parassiti intestinali possono penetrare nell’organismo attraverso l’ingestione di cibi crudi, poco cotti (soprattutto le carni, ma anche pesci) o non adeguatamente lavati (verdure concimate con feci umane o acque nere). A volte, comunque, anche la stessa acqua diviene un veicolo di trasmissione.
Spesso, soprattutto nel bambino, l’infestazione deriva dall’aver portato ingenuamente alla bocca mani non adeguatamente pulite o aver nuotato in acque contaminate. Altre volte ancora, le larve penetrano direttamente nella cute che prende contatto con il terreno (generalmente le mani od i piedi).
I parassiti intestinali colpiscono specialmente i bambini (per le minori difese immunitarie e l’attitudine a giocare con il terreno senza poi lavarsi le mani), i soggetti immuno-compromessi (come i malati di AIDS) e gli abitanti di Paesi in via di sviluppo (per le precarie condizioni igieniche).
La Giardiasi
E’ la malattia dell’apparato digerente causata da un parassita microscopico (un protozoo) di nome Giardia lamblia.
Il parassita si attacca alla parete interna dell’intestino tenue del paziente dove interferisce con il normale assorbimento dei grassi e dei carboidrati, che avviene durante la digestione.
La Giardia Lamblia è una delle principali cause di diarrea negli Stati Uniti e si trasmette attraverso l’acqua contaminata; può sopravvivere anche alla normale quantità di cloro usata per purificare le scorte d’acqua potabile e resistere per più di due mesi in acqua fredda. Bastano soltanto 10 minuscoli parassiti in un bicchier d’acqua per causare una forma grave di giardiasi in un essere umano che li beve.
I bambini sono tre volte più a rischio degli adulti per quanto concerne la giardiasi e proprio per questo alcuni esperti ritengono che il nostro organismo sviluppi gradualmente una qualche forma di immunità al parassita con l’andare dell’età. E’ comunque abbastanza frequente che un’intera famiglia si ammali di giardiasi: alcuni membri della famiglia possono avere la diarrea, altri soltanto dolori addominali crampiformi ed altri ancora pochi sintomi o addirittura nessuno.
Sintomi della Giardia

Si stima che in alcuni Paesi occidentali una percentuale variabile dall’uno al venti per cento della popolazione sia affetta da giardiasi e la percentuale può aumentare oltre il 20% nei paesi in via di sviluppo, dove la giardiasi è una delle principali cause delle epidemie di diarrea tra i bambini.
La Giardia impedisce l’assorbimento dei grassi alimentari da parte del nostro organismo, quindi le feci espulse contengono i grassi che non sono stati assorbiti con il risultato che gli escrementi galleggiano, si presentano lucide ed emanano un pessimo odore.
Tra gli altri sintomi troviamo: crampi addominali, consistente produzione di gas intestinali, gonfiore dovuto ai gas, diminuzione dell’appetito, nausea e vomito, in alcuni casi, febbre di lieve intensità.
Questi sintomi possono durare per 5-7 giorni o anche di più; in caso di durata maggiore il paziente può perdere peso, oppure presentare altri segni di malnutrizione.
A volte, passati i sintomi acuti (o a breve termine) della giardiasi, la malattia si cronicizza ed entra in una fase più prolungata con sintomi diversi: formazione ricorrente di gas intestinali, dolore addominale nella zona sopra l’ombelico, feci molli e non strutturate.
Diagnosi della Giardia

La diagnosi è resa possibile dall’analisi delle feci. La diagnosi può richiedere perciò ripetuti esami delle feci o l’esame del contenuto dell’intestino superiore ottenuto con una striscia di nylon o per aspirazione endoscopica. Per l’evidenziazione dei parassiti o dei loro antigeni sono disponibili test di immunofluorescenza ed ELISA.
Terapia della Giardia

Un generico antibiotico a largo spettro contro la diarrea non basta a debellare il parassita. Occorre il Metronidazolo orale (250 mg tid per 5 giorni negli adulti; 15 mg/kg/die in tre dosi frazionate per 5 giorni nei bambini). Possono esserci alcuni effetti collaterali (nausea, cefalea e, meno comunemente, urine scure e vertigini) ma non  destano preoccupazione.  Un altro principio attivo indicato è il furazolidone orale (100 mg qid per 7-10 giorni negli adulti 6 mg/kg/ die in 4 dosi frazionate per 7-10 giorni nei bambini) ma è meno efficace della chinacrina e del metronidazolo anche se è disponibile come  in polvere solubile in acqua e dunque è  utile con i bambini.
I familiari o i partner sessuali del paziente vanno esaminati e curati se colpiti dalla giardiasi.

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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