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Dermatite atopica, ecco perchè ha i giorni contati

Per la dermatite atopica, la malattia della pelle che colpisce il 15% dei bambini italiani, potrebbe essere vicino il momento della definitiva sconfitta. Ecco perchè.

dermatite atopica

Per la dermatite atopica, la malattia della pelle che colpisce il 15% dei bambini italiani, potrebbe essere vicino il momento della definitiva sconfitta.

La novità viene da un team di ricercatori americani che ha pubblicato un rivoluzionario studio su Science Translational Medicine sul quale viene dimostrato che è possibile combattere il batterio colpevole con le sue stesse armi, cioè con altri batteri.

Di che si tratta?

 

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La dermatite atopica in Italia

Diciamo intanto che la scoperta, che è stata avvalorata dall’Authority americana sulla salute, ha ottenuto l’autorizzazione a passare alla fase di test clinico, quello che precede l’immissione sul mercato a disposizione dei pazienti.

La ragione di tanta importanza risiede nel fatto che le cure al momento sono appannaggio di antibiotici ad ampio spettro che, come spesso accade, oltre alla causa del male eliminano anche le difese naturali contro il male stesso.

La dermatite infatti è una malattia della pelle che si manifesta con prurito, eczemi e secchezza diffusa e che colpisce specialmente alcune zone del corpo quali le mani e il viso, perché più esposte ad agenti irritanti come polveri, acari, freddo, umidità e agenti inquinanti.
Nel tipo acuto, più frequente nell’infanzia, compaiono piccole vesciche e chiazze rossastre accompagnate spesso da gonfiore locale. Nel tipo cronico, la pelle diventa spessa e presenta lesioni dovute al continuo grattarsi da parte del bambino. Soprattutto nella zona delle mani compaiono piccole piaghe della pelle anche dolorose.
Fattori genetici sono i principali responsabili della malattia, nel senso che se un genitore soffre di dermatite atopica, nel 60% dei casi il problema verrà ereditato anche dai figli; il rischio aumenta fino all’80% se entrambi i genitori sono atopici mentre in una famiglia non atopica la probabilità di malattia si abbassa a circa il 20%.

 

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La scoperta americana

Sappiamo che sulla pelle di ciascuno di noi esistono batteri di due tipi: quelli buoni, responsabili delle nostre difese, e quelli cattivi che cercano di perforarle e che provengono dal mondo esterno. I ricercatori americani nei loro studi hanno accertato che il responsabile di questo tipo di dermatite, cioè lo stafilococco aureo, è presente sulla superficie della pelle di chi soffre della malattia quasi sempre da solo, in assenza cioè dei batteri buoni . Mentre per chi non soffre di dermatite accade il contrario.

Indagando ulteriormente hanno scoperto che i batteri buoni contengono alcune componenti riparatrici ed antibiotiche in grado di combattere i batteri cattivi, rivelatesi efficaci anche contro il micidiale stafilococco aureo.

Allora hanno ipotizzato che la dermatite atopica è la conseguenza di uno squilibrio dei batteri presenti sulla pelle, cioè una situazione in cui lo stafilococco aureo è talmente più numeroso dei batteri buoni da annientarli e scatenare la dermatite.

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Trovato il rimedio

Da qui a passare al rimedio il passo è stato breve. Perchè i ricercatori hanno immaginato di combattere lo stafilococco aureo con una spremuta di batteri buoni (assenti) in modo da ristabilire l’equilibrio batterico sulla pelle e sconfiggere la dermatite atopica.

La deduzione andava però dimostrata e testata dal vivo. Allora i ricercatori hanno realizzato delle lozioni a base di batteri buoni e presenti solo sulle pelli sane e le hanno spalmate su 5 pazienti affetti da dermatite atopica. E il risultato è stato verificare che il batterio aureo batteva in ritirata e la dermatite si attenuava.

 

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