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Criosauna, una nuova “giovinezza” contro traumi e fatica

Tutte le applicazioni della “macchina del freddo”, usata da Ronaldo e dalla Nazionale di calcio italiana

La crioterapia sistemica, quella “macchina del freddo” a -170 gradi che i campioni del ciclismo e del rugby usano già da qualche anno e che hanno testato, per la verità con poco successo, anche i calciatori della nazionale di Cesare Prandelli, sta diventando una terapia sempre più diffusa per far scomparire traumi e fatica.

Cos’è la crioterapia?

La crioterapia è un particolare tipo di terapia che fa uso del ghiaccio; il trasferimento tra quest’ultimo e il corpo avviene per mezzo di un meccanismo di conduzione e porta a un abbassamento generale della temperatura corporea.
Gli effetti principali, sull’area trattata, sono una vasocostrizione iniziale a cui segue una successiva vasodilatazione riflessa seguente a i primi 20-30 minuti di applicazione.

La vasocostrizione è determinata dalla stimolazione di alcune fibre( quelle simpatiche adrenergiche), che scatenano il rilascio di norepinefrina a livello della muscolatura liscia dei vasi sanguinei, inducendo una vasocostrizione.
La vasodilatazione che segue è dovuta a un meccanismo protettivo messo in atto dal corpo, al fine di evitare un eccessivo raffreddamento dell’organismo.
Tradizionalmente è utilizzata per contrastare la formazione di edemi  e gonfiori muscolari (è molto usata per l’intervento immediato nei traumi sportivi, distorsionicontusioni) e come analgesico  riducendo la percezione del dolore.
Inoltre viene utilizzata per uso dermatologico per bruciare verruche  o macchie di origine sebacea (cheratosi seborroiche) o macchie senili.
Ma di recente sono stati riscontrati anche altri effetti utili in funzione anti età, dimagrante e estetica.
Come funziona la crioterapia

”Si entra in una ‘cilindro’ nel quale si sta in piedi ma con la testa che rimane fuori dal freddo e si respira quindi a temperatura normale. Basta 1 minuto e mezzo al massimo 3 minuti, la temperatura scende fino a -100 gradi, il freddo penetra per pochi millimetri attraverso la nostra pelle ma sono sufficienti per creare uno stato di ibernazione delle cellule che poi, dopo una ventina di minuti di lavoro aerobico leggero, ricevono una ‘sveglia’ che aumenta la velocità del metabolismo, accelerando una serie di processi di guarigione” spiega Marco Chaulan, fondatore di un centro specializzato in fisioterapia per sportivi ad alte prestazioni.

Qualche esempio? Il calciatore portoghese Cristiano Ronaldo, classe 1985, si è affidato alla crioterapia per recuperare da affaticamenti e infortuni e in generale per rinforzare i muscoli. Secondo quanto  aveva riferito il quotidiano sportivo spagnolo El Mundo,  il campione ha utilizzato la terapia del freddo per brevi sessioni utili a incrementare la circolazione del sangue e quindi i benefici a livello muscolare.

Ronaldo ha provato per la prima volta la crioterapia in una clinica privata di Pozuelo, in Spagna, dove andava due volte alla settimana. Dopo averne verificato gli effetti, ha anche deciso di comprare la strumentazione necessaria per poter svolgere la terapia a casa ed ora dispone nella sua abitazione a Madrid di una criosauna del costo di 45mila euro.

La crioterapia nei trattamenti  estetici

Dalla medicina si arriva poi alle applicazioni estetiche, sfruttando l’effetto di ossidoriduzione che contrasta i fenomeni ossidativi di invecchiamento tissutale e cutaneo viene usata come ‘anti-aging’, per il dimagrimento (per ogni seduta si consumano circa 900kilo calorie) e le dermatiti atopiche.

”La prima volta che ne abbiamo sentito parlare è stato un paio d’anni fa al Giro di Francia, la Maglia Gialla entrava in quella strana macchina due volte al giorno e la fatica sembrava scomparire. Poi hanno iniziato a farla i campioni della Moto GP, i calciatori di Serie A, al Milan era utilizzata sotto la direzione medica del dott. Gianluca Melegati, lo stesso che l’aveva scoperta quando era il medico della Nazionale Italiana di Rugby e portava i suoi ragazzi fino in Polonia per sottoporsi alla terapia che in Italia non esisteva ancora” ricorda Chaulan. ”Oggi la usiamo sia in ortopedia e traumatologia che in reumatologia ma la riattivazione del sistema endocrino e l’effetto di riequilibrio sul sistema nervoso simpatico e parasimpatico agiscono in modo straordinario anche sul sistema tanto da diventare una nuova e interessantissima frontiera per la lotta contro la gran parte delle patologie autoimmuni e neurologiche come ad esempio la fribromialgia”.

Redazione Staibene

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