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Così la depressione influisce anche sul corpo

Con il mal di vivere ai disturbi psicologici si sommano problemi fisici

La depressione è difficile da diagnosticare. E quando ci si riesce, arriva un problema in più: perché il cosiddetto "mal di vivere" non è solo un problema psicologico. Tutto il corpo ne è coinvolto.
Poco meno della metà degli italiani colpiti dalla depressione (circa 5 milioni di persone, specie donne e anziani, ma anche l´8-10% degli adolescenti), ne somatizza le conseguenze, abbinando ai disturbi emotivi anche sintomi fisici: malessere generalizzato, mal di testa o di schiena, dolori muscolari, problemi gastrointestinali, stanchezza, sonno sballato, cambiamenti di peso o di appetito e vertigini.



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I numeri
Il ritratto della depressione in Italia si deve a una ricerca dell´Eurisko. I dati nazionali, raccolti su 140 pazienti maggiorenni e su oltre 150 medici di famiglia, combaciano con quelli di una ricerca internazionale condotta su oltre 370 malati over 18 e più di 750 medici di base e psichiatri tra Brasile, Canada, Messico, Germania e Francia. Numeri che confermano l´urgenza di una terapia a 360 gradi: l´Organizzazione mondiale della Sanità  calcola che la depressione colpisca oggi oltre 120 milioni di persone nel mondo, di cui 60 milioni in Europa, e che entro il 2020 rappresenterà  la seconda causa di disabilità  nel pianeta.

Identikit del depresso
Ma quel è l´identikit del depresso-tipo nel nostro Paese, secondo l´Eurisko? Donna nel 70% dei casi, 56 anni, residente al Nord-Ovest (30% dei casi) e specie in grandi città  (25%), con titolo di studio elementare (53%) e reddito basso (44%). Quando si decide a consultare un esperto, un paziente su due si rivolge al medico di famiglia. Ma prima di avere una diagnosi ci torna in media 3 o 4 volte. E la difficoltà  maggiore a essere riconosciuti come malati di depressione riguarda proprio i pazienti con sintomi fisici.
Disturbi giudicati gravi dal 96% dei malati (il 90% lamenta difficoltà  nelle faccende domestiche, il 62% nelle relazioni sociali e familiari e il 92% sul lavoro, con una produttività  ridotta del 66%) e ritenuti importanti da curare per il 61% dei medici. Ma nella maggior parte dei casi non compresi né trattati, tanto che la metà  dei malati non è contento della sua terapia.

  • Redazione Staibene

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