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VIDEO – La bambola, ultima frontiera del sesso patologico

L’ultima frontiera del sesso patologico è farlo con una bambola di cui puoi scegliere tutto, anche le parti intime. Ecco come si chiama, come funziona e chi la compra

L’ultima frontiera del sesso patologico si chiama sex doll, ovvero le bambole del sesso. Nel mondo dei pervertiti non sono una novità assoluta: bambole gonfiabili esistevano anche 30 anni fa, ma erano rigide, fisse, tutto meno che realistiche. Con i progressi dei materiali e della tecnologia (dal silicone alle articolazioni) invece ora sono diventate così realistiche e adattabili che il loro fondatore, un immaginifico ex scultore americano, dice sfrontato: sono bambole a cui manca solo la parola.
Fare un giro nel sito che le vende è come fare una viaggio agghiacciante nel mondo degli orrori. Il cliente può scegliere la sua bambola a la carte come al ristorante: 16 volti, 14 acconciature, 20 tipi capezzoli,  10 colori di occhi, 9  di capelli, 7 di labbra, 5 carnagione, 4 tipi di peli pubici e ben 2 vagine.
I clienti sono solo uomini perché alle donne i bamboli pare non interessino.
I 40 mila utenti registrati non sono affatto scandalizzati se i prezzi vanno dai 6000 ai 50 mila dollari. Del resto le bambole entrano a pieno titolo nel business dei sex toys in pieno boom in tutto il mondo.
La vera domanda è:  è bene produrre bambole umanizzate per assecondare i torbidi desideri di uomini soli e depravati? I favorevoli dicono che così si evitano abusi in carne ed ossa. I contrari  replicano che così si diffonde lo squallore.
Un fatto è certo: per certi uomini la donna è sempre più oggetto.

Redazione Staibene

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