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Corea minor

Comunemente nota come ballo di San Vito o corea di Sydenham, è una malattia propria dell’età dell’infanzia e della giovinezza, tra i 6 e i 15 anni. È dovuta a malattie o degenerazione di particolari strutture nervose situate alla base del cervello (gangli della base), e talora a farmaci come antipsicotici e antiparkinsoniani. Viene oggi considerata una complicazione infiammatoria di un’infezione da streptococco (non di rado persiste una febbre reumatica). Predilige le femmine, ed insorge di preferenza in estate e ai primi dell’autunno. Il bambino diviene bizzarro, instabile, con passaggi bruschi dall’allegria alla tristezza; il suo potere di attenzione diminuisce, ed egli si stanca facilmente, lascia cadere gli oggetti, scrive male. Insorgono febbricola, disturbi digestivi, talora lieve faringite o angina, e – caratteristici – i movimenti «coreici» (in greco choreia vuol dire danza), che sono piccoli movimenti involontari bruschi, rapidi e privi di scopo (come dei forti «tic», ma – a differenza di questi – imprevedibili), che si succedono senza ordine e ritmo. Possono manifestarsi in qualsiasi parte del corpo, ma prediligono il viso, il collo e gli arti superiori. Il soggetto fa delle smorfie che cambiano continuamente «di significato», muove la testa e gli arti da ogni parte. La parola può divenire irregolare, con «esplosioni» di frasi interrotte da pause. Se sono interessati gli arti inferiori, l’andatura può essere incerta e traballante. I movimenti coreici possono essere controllati soltanto per breve tempo da uno sforzo di volontà del paziente, e scompaiono soltanto nel sonno, mentre si accentuano per effetto della stanchezza, delle emozioni, del freddo e del lavoro mentale. Questa forma di corea ha evoluzione benigna e può regredire o scomparire nel termine di poche settimane. Ma le recidive sono frequenti. Non esiste un trattamento specifico. Esso è più che altro diretto all’attenuazione dei sintomi mediante somministrazione di sedativi, e, in alcuni casi, di corticosteroidi. In caso di complicazioni cardiache (non infrequenti), viene istituita la terapia specifica.

Redazione Staibene

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