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Coppia, come capire la giusta differenza d’età

Lui cerca le lolite, lei i toy boy. Ecco come la carta d’identità può incidere sulla vita a due. Come scoprire la differenza d’età ideale nella coppia e vivere felici.

Le donne vengono definite "cougar" (in inglese, "giaguaro", "puma"): sono sulla quarantina, single, ben curate, alla ricerca di giovani aitanti da sedurre. Le loro prede? I "toy boys", ragazzi giocattolo.

Gli uomini si chiamano invece "sugar daddy" (i "papini"): hanno il fascino brizzolato, la passione per la bella vita, il portafoglio pieno. E amano donne dell’età delle loro figlie.

In entrambi i casi la domanda da farsi è questa: conta davvero soltanto la sintonia mentale tra due partner oppure anche la differenza di età deve avere il suo peso?[correlata1]

Tempo fa da un ampio sondaggio condotto in Gran Bretagna risultò che la differenza di età tra due partner non dovrebbe mai essere troppo ampia. Il divario ideale? 52 mesi, dunque 4 anni e 4 mesi. Nell’immaginario collettivo, si pensa che due partner quasi coetanei vadano più d’accordo: condividono la stessa visione del mondo, hanno identici modelli sociali e culturali, hanno vissuto il medesimo periodo storico. La tolleranza sociale va dai 4 anni e mezzo ai 6-7 anni, massimo 10. Oltre, scatta il salto generazionale.

Tuttavia, la differenza di età è una costruzione sociale: i tempi di crescita individuale sono troppo variabili per stabilire una regola. In più, oggi le generazioni non si susseguono più, ma si sovrappongono, per cui l’età dei partner non può più essere un parametro attendibile.[correlata2]

Meglio più grande lui o più grande lei?

Ma chi è meglio che sia più grande, in una coppia: lui o lei? Secondo un sondaggio condotto qualche tempo fa in Gran Bretagna, l’uomo: da sempre, del resto, le donne sono attratte da figure maschili più grandi di loro, anche se di poco.

E la società, con le sue regole non scritte, ma ben solide, che l’ha stabilito: in base allo stereotipo del genere femminile, bisognoso di sicurezza e sostegno, e di quello maschile, che invece dovrebbe sempre e comunque essere forte, vigoroso, protettivo. Una sua inferiorità anagrafica rispetto alla persona che deve tutelare è socialmente inconcepibile.

Ma oggi è davvero ancora così? Molti esperti sono convinti di no, che è vero l’esatto contrario: questo modello tradizionale di coppia era valido in passato, quando le differenze di genere erano più marcate e i ruoli all’interno delle relazioni più definiti. Oggi non funziona più: sempre più spesso le parti si invertono e sono le donne ad avere un ruolo maschile.

Quando la differenza di età nella coppia è eccessiva

In realtà oggi, dal punto di vista psicoaffettivo, le donne maturano più in fretta rispetto agli uomini. Stabilità affettiva, equilibrio sentimentale, progettualità di coppia sono obiettivi che di norma vengono raggiunti prima da lei. Il maschio, insomma, tende ad arrivare più in ritardo a elaborare questo tipo di concetti.

Se si potesse confrontare, su una sorta di righello virtuale, l’età anagrafica di una coppia con il suo livello di maturazione psicoaffettiva, si noterebbe che i tempi non coincidono. La differenza, infatti, risulta essere sempre doppia.

Facciamo un esempio: se l’uomo ha 30 anni e la donna 35, la differenza teorica è di 5 anni, ma quella reale sarà di 10.

Le coppie in cui l’uomo è decisamente più grande della donna sono socialmente più tollerate rispetto ai casi inversi, in cui la condanna è sempre definitiva. L’uomo maturo che si mette con donne più giovani evoca charme, potere, sicurezza; la signora di mezza età che si accompagna a un giovanotto viene vista invece una donna triste e sola, che si rifiuta di invecchiare.

Nella coppia conta più l’amore dell’età

Per alcune persone la differenza d’età è il requisito fondamentale per scegliere il partner. Sono sempre di più, per esempio, le giovanissime in cerca di uomini più grandi. La tendenza è stata addirittura ribattezzata come "fenomeno Aristofonte". 

In realtà, la cosa che davvero conta è un’altra: l’amore. Dare eccessiva importanza alla differenza di età è sbagliato, perché quando c’è la voglia effettiva di stare insieme e condividere tutto, qualunque altro aspetto passa in secondo piano. Cosa importa se al divario testimoniato dalla carta d’identità non corrisponde una discrepanza di vedute, di modi di pensare, agire e comportarsi in genere?

Diverso è invece il discorso nel momento in cui l’amore vacilla o addirittura svanisce: a quel punto, le carte d’identità diverse possono influire moltissimo sull’esito della coppia. E quindi accentuare ulteriormente, in modo definitivo, un divario che da anagrafico diventa totale e definitivo.

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Redazione Staibene

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