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Coppia, come prevedere se il matrimonio durerà

La durata di un matrimonio si può prevedere fin dal giorno delle nozze. Ecco quali “indizi” svelano la prospettiva di una vita di coppia, secondo uno studio scientifico.

Coppia, come prevedere se il matrimonio durerà

A posteriori, sappiamo tutti quali possono essere le cause che mandano all’aria un matrimonio  perché ce lo hanno detto, non il buonsenso di un amico, né gli avvocati, né mamma e papà, bensì  il fior fiore delle ricerche universitarie di mezzo mondo.

Sappiamo così che  una causa importante dei fallimenti matrimoniali è nel lavoro svolto dal partner; un’altra causa è nella differenza d’età e di istruzione tra lui e lei; un’altra ancora, soprattutto in Italia,  è la noia e la routine coniugale, senza nulla togliere al tradimento che figura pur sempre al secondo posto.

Ma quello che finora non si sapeva era come   prevedere se un matrimonio funzionerà, prima che sia celebrato. Ovvero un qualcosa di scientifico che ci dicesse a priori se la vita di coppia è destinata a durare oppure no.

Ebbene  la lacuna è stata colmata da uno studio sulla coppia condotto dall’Università della Virginia secondo la quale  il primo indizio  che può indurre alla previsione coniugale avviene proprio il giorno del matrimonio. Di che si tratta?

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Molti invitati? Matrimonio di successo

I ricercatori hanno messo sotto osservazione un numero significativo di matrimoni  esaminando il contesto del giorno delle nozze , compulsando soprattutto il numero egli invitati. Ed hanno così scoperto che c’è una correlazione strettissima tra il numero degli invitati alle nozze e  la durata del matrimonio della coppia che  le celebra.

Secondo i ricercatori le cifre parlano chiaro. Se gli invitati sono meno di 50 le probabilità di riuscita del matrimonio sono del 31%, ovvero c’è il 69% delle probabilità che  non duri a lungo.

Se invece  gli invitarti sono più di 150 le probabilità di tenuta salgono al 47% e quelle di fallimento scendono al 53%.

Sulla base di questi numeri i ricercatori hanno così studiato il vissuto di ogni componente della coppia coniugale arrivando ad estrarre l’interpretazione che il numero di invitati è testimonianza della rete di relazioni sociali che i futuri coniugi sono riusciti a tessere nel tempo, la quale è indice di  personalità solide capaci di affrontare e gestire le mille difficoltà che possono ostacolare  la vita coniugale.

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Matrimonio: quanto conta il passato del partner

Ma  poiché anche nel caso di molti invitati, le probabilità di fallimento matrimoniale sono sempre pi di quelle di successo, ci dev’essere dell’altro.

Ed infatti, dai risultati della ricerca emerge anche un altro elemento che può far prevedere  il successo o il fallimento  di un matrimonio: è il passato dei coniugi.

E da qui viene un’altra novità. Nell’analisi  della vita di coppia, i ricercatori avevano finora sempre acquisito il dato che aver avuto molte relazioni sentimentali prima del matrimonio agisse come sonnifero delle scappatelle dopo il matrimonio;  cioè, che quelle esperienze di grande variabilità sentimentale del passato rimanessero confinate appunto nel recinto dei tempi trascorsi e fossero anzi utili a non ripetere  gli errori giovanili in età più matura.

Ed invece no, la ricerca mette in evidenza, dati alla mano, che chi ha avuto tante reazioni è più portato a considerare anche il suo matrimonio come qualcosa destinato prima o poi a finire. Come se per questi soggetti la vita di coppia  fosse una realtà che lascia impregiudicata la possibilità di scappatelle o parentesi amorose anche dopo sposati.

 

Quanto conta il tradimento nel fallimento matrimoniale

Ed il discorso si sposta dunque  inevitabilmente sul ruolo del tradimento nella vita di coppia.

In questo caso è una ricerca canadese a confermare gli esiti della ricerca della Virginia University. Secondo la ricerca le probabilità di tradimento dopo il matrimonio oscillano al 40 al 76%, una percentuale altissima che sembra essere coerente ai valori che ispirano i tempi odierni, fatti di precarietà  e disimpegno anche nei rapporti sentimentali, non solo lavorativi.

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Se il tradimento è qualcosa che mette in serio pericolo una relazione sulla quale sono state investire molte energie, perché consumarlo?

Secondo i ricercatori canadesi dipenderebbe dall”approccio sfuggente” ovvero dall’atteggiamento di chi teme legami troppo stretti o addirittura li rifiuta. Ed il tradimento sarebbe “ un sistema di regolazione emozionale per coloro che temono legami troppo stretti e che con  quel’atto mettono una distanza tra sé e il partner per difendere i propri spazi di libertà”.

In altri termini, una testimonianza di immaturità e di fuga dalle responsabilità ; oppure di egoismo ed individualismo poco adatto a costruire una vita di coppia che sia anche una famiglia.

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Redazione Staibene

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