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Con l’antiginnastica si recuperano agilità e flessibilità

E’ una disciplina che utilizza movimenti molto piccoli, ma capaci di correggere problemi di postura, dolori muscolari, ansia e insonnia

Se il termine antiginnastica evoca in voi l’idea di non faticare affatto vi sbagliate di grosso. L’”antiginnastica”, ideata da Therèse Bertherat, non è una pratica per evitare di muoversi, ma una tecnica che consente di risvegliare i muscoli, quelli che in genere vengono tralasciati o usati in modo sproporzionato soprattutto nelle attività sportive intense.

Le regole dell’antiginnastica

Per liberare il corpo non basta qualche lezione perché l’antiginnastica, ideata da Therèse Bertherat, è una pratica che richiede tempo e soprattutto gradualità.
Questa disciplina parte dalla considerazione che ciascuno di noi possiede una macchina perfetta, il corpo, alla quale dobbiamo restituire tutte le potenzialità di cui è capace. Le contrazioni, i dolori, le deformazioni, non sono quasi mai congenite. Queste tensioni sono le reazioni del nostro corpo a quello che ci è accaduto dalla nostra nascita a oggi. Nei nostri muscoli, nei nostri dolori, sta scritta tutta la nostra vita.

In questa particolare disciplina i movimenti sono quasi sempre molto piccoli, mai estremizzati, ma capaci di correggere difetti posturali, dolori muscolari e articolari, contrastare lo stress, gli stati ansiosi, l’insonnia, le emicranie e le difficoltà digestive o intestinali.

Nell’antiginnastica non ci sono regole. Si insiste, per esempio, sul danno che può creare una scarpa a punta che chiude il piede come in una morsa. Oppure si dice che per permettere alla schiena di riposarsi davvero, è preferibile dormire sulla schiena, a pancia in su. Ma si dice anche che, quando il corpo è veramente libero da tensioni e contrazioni, sa da solo come respirare, come dormire, come camminare o come mangiare.

Un esercizio per i piedi

Osservate la forma dei piedi nudi con quella delle scarpe. I piedi imprigionati nelle scarpe possono ritrovare la loro libertà, dita e piante possono imparare a distendersi, ad allargarsi, a ritrovare il contatto perduto con il suolo. Si tolgono scarpe e calze e ci si siede per terra. Col piede destro il più possibile in asse con la gamba, si infilano le dita della mano sinistra tra le dita del piede destro. La prima volta è un po’ difficile e doloroso. Il movimento va eseguito con calma. Poi si flettono le dita del piede in modo da veder comparire cinque gobbette sulla parte superiore del piede. Potete passare le dita tra queste gobbette per aiutarvi. Infine si separano con delicatezza le dita del piede e quelle della mano. Prima di passare al piede sinistro, si cammina un poco lasciando che le dita del piede si espandano.

Redazione Staibene

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