• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero

718 visite

Combattere i dolori? ecco i cibi giusti e quelli da evitare

Come combattere i dolori a tavola con i cibi giusti: i medici specialisti hanno elencato i cibi che riducono il dolore e quelli da evitare perchè lo aumentano. Eccoli.

cibi anti dolori

 

Che il cibo desse piacere si sapeva ma che riducesse il dolore si sapeva meno. Ma grazie agli studi che sono stati ormai condotti e scientificamente comprovati sulla dieta mediterranea, siamo ora in grado di affermare che i principali alimenti della dieta mediterranea contribuiscono non solo a combattere le principali patologie ma anche a prevenirle ed a ridurre il dolore. dunque meglio la curcuma dell’Aulin, o lo zucchero di canna  invece dell’Oki?

Come è possibile?

Se n’è parlato in occasione del Congresso Internazionale di Anestesiologia SIMPAR-ISURA, dove si è indagato in profondità sull’ unione della dieta di tipo mediterraneo, l’unica che abbia permesso ad oggi risultati scientifici positivi e comprovati, e la nutraceutica, disciplina nata dalla fusione dei termini “nutrizione” e “farmaceutica”. E ne è nata anche una lista dei principali cibi che dovrebbero essere presenti sulla nostra tavola se vogliamo ridurre i dolori diffusi o cronici, quelli che interessato circa il 20% degli italiani, per l’esattezza circa 12 milioni di persone.

 

 

Leggi anche: Dolore cronico: da dove viene, come curarlo ed i farmaci inutili

 

 

L’importanza della dieta mediterranea
Ma perchè la dieta alimentare, soprattutto se di tipo mediterraneo, può così potentemente ridurre i dolori?”

“La dieta mediterranea – afferma il Dr Maurizio Marchesini, anestesista e terapista del dolore presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma – ha le caratteristiche di escludere o di ridurre degli alimenti che hanno caratteristiche pro-infiammatorie. La tendenza attuale per chi non rispetta un piano nutrizionale programmato e attento è quello di incorrere in un accumulo di calorie e grassi. Questi hanno una correlazione con l’infiammazione e con lo sviluppo del dolore. Quindi il dolore nelle ginocchia non è causato solo dal sovrappeso, ma dalla quota di sostanze infiammatorie causata dalla cattiva alimentazione, che danneggia le articolazioni stesse. Lo dimostra il fatto che persone in sovrappeso hanno dolori anche alle piccole articolazioni, come le mani, in cui il peso non ha nessun ruolo”.

 

 

Leggi anche: Anti infiammatori: tutto quello che c’è da sapere

 

 

I rischi di una alimentazione sbagliata

 

Non avere la giusta attenzione a tavola può causare un peggioramento di una condizione geneticamente predeterminata di dolore cronico o peggiorare quelli che possono essere degli insulti esterni come un intervento chirurgico, una patologia neoplastica e/o benigna. In questo modo non si può avere una risposta naturale di autoconservazione come l’evoluzione vuole, ma si avvia una deriva verso una cronicizzazione di questi stati.

“Oltre al dolore di cui parliamo in questa sede, e quindi le patologie infiammatorie croniche, non solo osteoarticolari ma anche intestinali e ulcerose, ci sono tante altre patologie che sono più note – precisa il Maurizio Marchesini – Parliamo di problemi cardiologici, sviluppo del diabete, problemi metabolici e respiratori. Si sa che una persona che ha subito un infarto deve essere attento alla dieta, ma non si sa che la stessa attenzione è necessaria in uno stato di dolore”.

 

 

Cosa e come mangiare

 

Gli specialisti consigliano una dieta più variegata possibile, senza escludere determinati alimenti, ma cercando di abbinarli correttamente agli altri e soprattutto di cucinarli in modo corretto. “Sicuramente – chiosa De Gregorio – una dieta ricca di frutta e di verdura è una dieta antinfiammatoria, ma questo non significa che bisogna escludere carne e pesce. Serve scegliere ponderatamente tutti gli alimenti presenti in natura. Una cosa fondamentale è bilanciarli ogni giorno con tutto quello che viene acquisito dal paziente. Non è solo una questione di quantità, ma anche di qualità”. ( segue)

 

Leggi anche: Acido urico: il colpevole n.1 delle infiammazioni

direzione staibene.it

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

E' possibile usare questi tags e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

}