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Colposcopia

Diagnostica la presenza di alcune malattie o infiammazioni della vagina e del collo dell’utero

analisi strumentali

La colposcopia è un’indagine che consente al ginecologo di osservare la superficie della vagina e del collo dell’utero per diagnosticare la presenza o meno di alcune malattie o infiammazioni. E’ un esame che viene prescritto a seguito di anomalie evidenziate con il Pap test.

A cosa serve

La colposcopia è una tecnica che serve al ginecologo per individuare o escludere la presenza di zone che manifestino condizioni pre-tumorali o tumorali allo stato iniziale nei tessuti del collo dell’utero. E’ un tecnica che studia le cellule della vulva, della vagina, della cervice per osservare se presentano alterazioni causate da infezioni o infiammazioni o lesioni di tipo tumorale che non si riescono a vedere a occhio nudo con al semplice visita ginecologica o con il Pap test.

Come prepararsi e come si svolgono i test

Non esiste alcuna specifica preparazione all’esame: come per una normale visita ginecologica occorre non avere il ciclo mestruale. E’ un’indagine che si svolge nell’arco di circa 20 minuto. Il risultato è immediato e viene consegnato a seguito dell’esame. Se, però, è stato eseguito anche un prelievo di tessuto da sottoporre a indagine istologica, il risultato verrà consegnato in seguito.
La donna si sdraia sul lettino come per sottoporsi a una visita ginecologica. L’esame si svolge in tre tempi.
1. tempo: il ginecologo inserisce in vagina lo “speculum”, il divaricatore che ha la funzione di allargare la vagina e facilitare l’esame. Successivamente posiziona il colposcopio, una specie di microscopio costituito da una sorgente luminosa e da un sistema di lenti, e comincia a studiare la vulva, le pareti della vagina e, soprattutto, il collo dell’utero, dopo aver deterso la zona con una soluzione fisiologica che allontana le secrezioni. Già in questa prima visione possono essere individuate vaginiti dovute a funghi come Candida, batteri come lo Streptococco, o da parassiti come il Trichonomas.
2° tempo: il ginecologo applica una soluzione di acido acetico, che permette di coagulare il muco cervicale. Dopo 20 secondi si evidenzia la presenza di “zone bianche”, che se presenti si devono considerare sospette perché sono dovute per lo pù a infezioni da Papilloma virus (o Hpv).
3° tempo: il ginecologo applica una particolare soluzione a base di iodio, liquido di Lugol, che inducono una colorazione scura e brunastra all’epitelio normale della vagina e della cervice (test di Shiller). Se la donna è sospetta allo iodio, il terzo tempo della colposcopia non viene eseguito.

I valori di riferimento

Non ci sono dati di riferimento: la colposcopia è un’indagine che consente al medico di prolungare una diagnosi. Per consentire una omogeneità di interpretazione, i risultati vengono descritti secondo una classificazione “Classificazione italiana 1990” e vengono riportati su un’apposita scheda che comprende anche un disegno del collo dell’utero sul quale raffigurare il risultato dell’esame con una particolare simbologia. Insieme al referto vengono anche consegnate le immagini dell’epitelio, fotografato grazie a colposcopia.

Redazione Staibene

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