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Cleptomania, dove nasce la tentazione di rubare

Chi colpisce, come si riconosce e come si cura

Presupposto: se vi è capitato, almeno una volta nella vita, di portare via il kit di cortesia dalla camera d’albergo o un posacenere dal ristorante, non è di voi che stiamo parlando. La cleptomania, infatti, non è una banale tentazione di fare qualcosa che non è del tutto lecito; essere cleptomani vuol dire vivere con l’ossessione di rubare qualcosa, sentirsi continuamente attratti da oggetti che abbiamo di fronte e per i quali sentiamo un’irrefrenabile voglia di metterceli in tasca.
Una lattina di Coca-cola al supermercato diventa come una dose di droga, per il cleptomane: non sa resistere. E quel bisogno diventa patologico. Soltanto dopo averlo soddisfatto, chi è affetto da cleptomania si sente finalmente soddisfatto. A quel punto, subentra uno stato di coscienza molto simile al post orgasmo, unito talvolta a sensi di colpa e vergogna che spesso inducono i cleptomani a restituire ciA? che hanno rubato.

 

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Perchà si diventa cleptomani
La cleptomania, intesa come bisogno insopprimibile di rubare, rientra tra le dipendenze patologiche diverse da quella verso le droghe. Per esempio, il gioco d’azzardo, lo shopping compulsivo, la bulimia. Non a caso, spesso questi problemi si verificano contestualmente nello stesso individuo.
Perchà succede? Molto spesso questa dipendenza è un modo per riempire un senso di vuoto nella vita. I malati di furto non si sentono all’interno di un progetto esistenziale voluto da loro, quasi come se avessero perso la bussola della loro esistenza. E infatti la cleptomania è frequente tra……. (segue)

 

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…i giovani e tra le donne.

Come si cura la cleptomania con la psicoterapia
Per risolvere il problema della cleptomania, nei casi meno gravi, quando cioA? la persona è consapevole di avere un problema e chiede aiuto, è sufficiente la psicoterapia comportamentale. Di solito i sintomi passano in 6-7 mesi, dopo aver fatto emergere la delusione per non sentirsi all’altezza delle aspettative altrui, e il dolore per non essere amati così come si è realmente e per essere stati manipolati.

Di recente si è andata affermando una forma di terapia definita “psicodramma psicoanalitico di gruppo”, con circa otto pazienti seguiti da uno specialista: seduta dopo seduta, ognuno racconta la propria storia, poi a turno si recita, come si fosse a teatro, la scena di un piccolo furto. In quel momento è utile che un altro membro del gruppo suggerisca: àNon farlo, non hai bisogno di portare via questo profumo dallo scaffale del negozio, ma di un bacio o di quel fumetto che i tuoi non ti lasciavano leggere e che invece desideravi tanto. Ricordi? Ce l’hai raccontato…”.

 

 

 

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Come si cura la cleptomania con i farmaci
Per curare la cleptomania, meglio evitare gli psicofarmaci, proprio perchè queste dipendenze assomigliano a quelle per cui si cerca spasmodicamente una droga: prescrivere una pillola agirebbe da rinforzo.

Ma nei casi più gravi le medicine servono. Per esempio, per le personalità con tratti psicotici, antisociali e aggressivi, che non si limitano a rubate un oggetto, ma compiono atti vandalici, rompono le vetrine.

In questo caso sono indicati, accanto alla psicoterapia, farmaci antidepressivi come la paroxetina, che aiutano a stabilizzare l’umore.

 

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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