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Cinematerapia

Il cinema viene usato come terapia per raccontare il cambiamento di un personaggio con cui chi assiste alla proiezione deve confrontarsi

Cinematerapia

Quando si sceglie di seguire un corso di cinematerapia, l’appuntamento avviene direttamente in una saletta di proiezione alla quale sono invitati un numero massimo di 50 partecipanti.
Dopo aver assistito alla proiezione, ci si divide in gruppi di 15 persone che ne analizzano il tema in base alla chiave di lettura proposta dall’operatore. A questo punto ciascuno può entrare nel proprio vissuto personale, poi ci si riunisce tutti assieme, così che ognuno possa raccontare la propria esperienza. I partecipanti si identificheranno in una storia e insieme ad altre persone potranno ridere o piangere, ma alla fine sentirsi meglio.

 

Come agisce sulla salute

La scelta dei film da sottoporre ai “pazienti” non è casuale, perché le pellicole vengono scelte seguendo un criterio preciso: devono raccontare il cambiamento di un personaggio con cui chi assiste alla proiezione deve confrontarsi. Poi l’operatore solleciterà gli spettatori a soffermarsi su alcuni elementi e abolirne altri. Si tralascia l’aspetto critico e si punta, invece, sulle emozioni.
Le conferme che la cinematerapia abbia degli effetti sulla salute è confermato da uno studio americano, condotto dall’università del Michigan, che ha verificato come assistere alla proiezione di un film sia addirittura in grado di far variare il livello di ormoni. Film duri come “Il Padrino” fanno aumentare il valore del testosterone (ormone maschile), mentre quelli commoventi come “I ponti di Madison County” fanno salire il progesterone (ormone femminile).

 

Sei pellicole per guarire

Se siete insicuri, perfezionisti, depressi o timorosi c’è il film che fa al vostro caso. Noi ve ne suggeriamo sei da prendere in considerazione quando il malessere non è così grave da richiedere le cure di uno psicologo o psicoterapeuta.

Per i depressi: “Forrest Gump”

La storia Nato con problemi di deambulazione e con un quoziente di intelligenza basso, il protagonista diventa un formidabile corridore e ottiene successo.

Fa bene perchéCon l’aiuto dell’operatore si sviluppa il pensiero positivo che va otre l’ottimismo a tutti i costi e si comprende a fondo il dono della vita. In sintesi: pensiero positivo, perdono.

Per i mammoni: “Matrix”

La storia Una prigione del XXII secolo fa credere agli uomini di vivere una vita normale nel XX secolo, ma in realtà sono reclusi e controllati. La salvezza è affidata ad un gruppo di ribelli che agiscono in clandestinità

Fa bene perché Per capire quanto profonda e invisibile possa esser la nostra prigione interiore e per individuare i legami con il passato e per liberarcene.
In sintesi: il costo della consapevolezza.

Per i perfezionisti: ”Chocolat”

La storia Una cioccolataia buona e un po’ nomade, con figlia a carico e senza regole, contro un sindaco bigotto e ipocrita che predica la perfezione su questa terra, ma nasconde qualcosa. E uno zingaro che porta l’amore.

Fa bene perché Una storia che insegna a far entrare la magia nella nostra vita, rinunciando all’ansia di essere perfetti.
In sintesi: desiderio di migliorarsi e prigione dell’ideale di perfezione.

Per gli intransigenti: ”Le ali della libertà”

La storia L’universo carcerario come metafora del mondo e dell’uomo. La vicenda di un bancario assassino che si riscatta attraverso una dura permanenza in prigione.

Fa bene perché Per capire che le prigioni sono anche dentro di noi e che per liberarci dobbiamo fare un cammino di consapevolezza fino a scoprire la potenza del perdono.
In sintesi: la vera libertà è frutto di una conquista interore.

Per i timorosi: ”Qualcosa è cambiato”

La storia Uno scrittore di romanzi rosa pieno di fobie e una cameriera single e disperata anche per la malattia del figlio. Si attraggono e respingono, ma alla fine vince un terapeutico effetto calamita.

Fa bene perché Ci porta a riconoscere gli schemi mentali e i meccanismi automatici che condizionano comportamenti e decisioni.
In sintesi: il gioco delle paure che non abbiamo il coraggio di abbandonare.

Per gli insicuri: ”Billy Elliot”

La storia Un ragazzino inglese di famiglia povera lotta contro tutto e contro tutti per affermare le sue innate doti di danzatore. Alla fine le qualità autentiche superano ogni ostacolo.

Fa bene perché Una vicenda che aiuta lo sviluppo della capacità di credere in noi stessi e nei nostri progetti più profondi. E consente di sviluppare la capacità di sognare.
In sintesi: la grande forza del proprio “io” interiore.

Redazione Staibene

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