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Cibo scaduto, quando è ora di buttarlo

Quanto dura davvero il prodotto che abbiamo acquistato? E una volta scaduto, cosa succede se lo mangiamo? Ecco la classifica di durata dei 19 principali cibi della nostra tavola.

Tra prodotti freschi che conserviamo in frigorifero, prodotti confezionati che conserviamo nella dispensa  cucina, o prodotti surgelati che riponiamo nel congelatore, è una vera e propria jungla quella che riguarda le scadenze dei cibi che portiamo sulla nostra tavola.

E la domanda sempre più frequente è: quanto dura davvero il prodotto che abbiamo acquistato? E  una volta scaduto, cosa succede se lo mangiamo?

Un doppio aiuto viene sia dai consigli del Ministero della Salute sulla conservazione dei cibi in frigorifero, sia dalla normativa sulla sicurezza alimentare e  l’etichettatura degli alimenti diramata dal Ministero delle politiche agricole e forestali.

Ne esce una vera e propria tabella sulle scadenze e sui tempi di conservazione dei cibi che può davvero aiutarci a mangiare i cibi quando sono freschi, mangiarli senza gettarli quando sono appena  scaduti, e non sprecare denaro quando facciamo la spesa. La legge impone di catalogarli indicando al consumatore   se si tratta di cibi rapidamente deperibili, per i quali è obbligatorio indicare il termine di scadenza; oppure se si tratta di cibi non rapidamente deperibili  per i quali va indicato: “da consumarsi preferibilmente entro….(data) “. Per alcuni podotti ( per esempio quelli freschi o per gli alcolici, il vino, il sale, lo zucchero) non c’è obbligo di etichettatura.

 

Leggi anche: Cibo scaduto: quando per mangiarlo puoi attendere anche un po’

 

Come leggere l’etichetta sugli alimenti

 

La prima regola per evitare gli sprechi di cibo è quella di attenersi alle informazioni che si trovano scritte sul prodotto. La prima informazione si riconosce facilmente perché riporta il giorno e il mese ed è preceduta dalla scritta: “da consumarsi entro il …”. La data proposta si deve intendere come un limite rigido sempre da rispettare perché dopo quella data non è più garantita la qualità igienico-sanitaria del prodotto. Per questo motivo dobbiamo fare acquisti oculati, evitando di comprare ciò che sappiamo che non riusciremo a consumare in tempo. Ma un po’ perché ci si fa prendere la mano dalle “offerte speciali”, un po’ perché concentriamo gli acquisti una volta a settimana o ogni quindici giorni, ci ritroviamo spesso con il cibo che sta per scadere o è già scaduto. Che fare allora? Gettarlo nella pattumiera o tentare di recuperarlo in qualche modo senza rischiare la salute?

Ecco qualche regola:

– se acquistate un alimento deperibile, verificate la data di scadenza e, prima di metterlo nel carrello, pensate a quanto tempo dovrà trascorrere nel vostro frigo;

– se acquistate un prodotto non deperibile sulla confezione c´è il Tmc (acronimo di Termine minimo di conservazione), cioè la data entro la quale il produttore ne consiglia il consumo. Ma questo cibo può essere mangiato anche dopo, purché le modalità di conservazione dopo l´apertura siano sotto controllo;

– se siete particolarmente attenti alla dieta, potete dare un´occhiata alla tabella nutrizionale che trovate in etichetta e verificare l´apporto calorico dell´alimento che state per acquistare.

La legge italiana affida la produttore o al confezionatore la responsabilità di decidere la durata dei prodotti alimentari confezionati. Ma ci sono altre categorie di alimenti di cui è la legge a stabilire quanto possono restare in vendita. Per quelli in cui c´è la data di scadenza, la legge vieta la vendita dei prodotti alimentari a partire dal giorno successivo a quello indicate sulla confezione.

 

Leggi anche: Cibi scaduti,  fino a quando si possono mangiare

 

Quanto durano i cibi : ecco la classifica della conservazione  …..

(segue)

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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