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Choc anafilattico: come non morire per una banalità

Tutto quello che c’è da sapere sullo choc anafilattico da allergie a cibi, farmaci e punture di insetti: cos’è, chi rischia, come curarlo e come prevenirlo.

Ora è la puntura di una  tracina  sul fondo del mare, ora lo sfioro di una medusa , ora un gelato ai cereali mangiato da un ragazzo celiaco, ora è il mezzo di contrasto usato per fare una Tac. Quando tutte queste banali e frequentissime azioni vengono compiute da una persona allergica, occorre fare molta attenzione: lo choc anafilattico è in agguato e se non si interviene  con grandissima tempestività, il rischio è di morire.

Il fenomeno interessa un numero sempre più elevato di persone come conseguenza di  cibi venduti in locali pubblici senza le adeguate precauzioni o per scarsa attenzione di pazienti  che somministrano farmaci e pazienti che non dichiarano la loro condizione allergica. Secondo quanto ha stimato l’Associazione allergoloci ospedalieri italiani, sono a rischio circa 8 milioni di italiani allergici, il 4% degli adulti ed il 6% dei bambini.

Fatto sta che di choc anafilattico si può anche morire e dunque è bene capire cos’è, quali sono le cause,  con quali sintomi si presenta, come prevenirlo e  con quali cure intervenire.

 

Leggi anche: Prevenire le allergie, le 10 regole che non sbagliano

 

Cos’è lo choc anafilattico

 

L’anafilassi, che nelle forme più gravi assume  il nome di choc anafilattico è una reazione allergica grave causata da una ipersensibilità dei soggetti allergici che si manifesta  improvvisamente dopo poco tempo che è accaduto il fatto scatenante che ne è la causa.

 

 

Le cause dello choc anafilattico

 

La causa scatenante può essere di varia natura ma non si va oltre le 3 casistiche classiche: la puntura di un insetto; l’assunzione di un farmaco; aver mangiato un alimento al quale si è allergici o che contiene un parassita (in questo caso negli alimenti crudi, sushi e alici marinate in primis). Talvolta può anche essere conseguenza dell’attività di chi fa sport.

La puntura  degli insetti  più frequente è quella di una vespa, ma anche   calabroni  o certi tipi di formiche possono esserne la causa. Tra queste rientrano anche quegli incontri assimilati alle punture d’insetto che sono la ferita di pesci con lische velenose (tracine, mente) o molluschi che rilasciano sostanze irritanti al contatto con la pelle umana (meduse).

I farmaci sono una causa abbastanza frequente: a seconda dei soggetti possono causare choc anche una semplice  aspirina, o un antibiotico non indicato o un mezzo di contrasto iniettato per una indagine diagnostica.

I cibi. Nel campo dell’alimentazione gli choc sono i più frequenti.  E’ sufficiente che in un ristorante mescolino o usino certi ingredienti ( per esempio formaggio, uova) per cucinarne altri, e quando ordiniamo un piatto, senza saperlo potremmo cadere vittime di una reazione allergica che può darci uno choc anafilattico.
Infine i cibi crudi: in questo caso possono contenere parassiti  come l’anisakis che si annida spesso  in tutti i pesci crudi che non vengono abbattuti a -20 gradi prima di essere scongelati e mangiati.

 

Leggi anche: Punture da insetti, come salvarsi dallo choc anafilattico

 

I sintomi dello choc anafilattico ( segue..)

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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