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Liti condominiali: come evitare il peggio nei 4 casi tipo

Le liti condominiali rovinano la convivenza ed il benessere di milioni di italiani. Ecco come non litigare con i 4 tipi di condomini più diffusi: il maleducato, il pignolo, il litigioso, il menefreghista.

liti condominiali

Le liti condominiali non sono soltanto tra le prime tre  ragioni delle cause giudiziarie (500 mila le cause  pendenti, il 10% del totale), ma anche un vero e proprio test di benessere  della convivenza e di buona salute per centinaia di migliaia di italiani, se è vero che  l’infarto o l’affanno colpiscono spesso proprio lì, nell’assemblea di Condominio.
L’associazione  Nazionale Europea di Amministratori di Condominio (Anmi) ha stilato una classifica delle principali ragioni per cui si litiga tra condomini: si va dagli odori sgradevoli  al posteggio fuori posto, dalle urla dei e con i bambini al cane che abbaia. Tutte ragioni di disturbo che se affrontate con disponibilità all’ascolto e rispetto migliorerebbero notevolmente il benessere  delle relazioni tra le persone.
Identikit del litigio condominiale e classifica delle liti

 

Dalla fotografia delle liti condominiali emerge che i litigi sono più frequenti al sud (11,1%) più fra gli uomini (10,3% contro l’8,3% delle donne), più nei piccoli centri (10,4%) che nelle grandi città.
Secondo le rilevazioni fatte dall’Anmi questa la classifica delle cause dei litigi:
1. Liti per le “immissioni”, ovvero rumori e odori provenienti da altri appartamenti. Il classico ticchettio di scarpe femminili a tutte le ore, l’odore di cipolla reiterato, lo spostamento di mobili a tarda ora sono casi tipici di questo genere di motivazione. Anche la cucina etnica ed i suoi aromi forti sono sempre più spesso al centro di dispute di condominio.
2. L’apposizione in aree comuni, vale a dire la collocazione in ambito condominiale di oggetti e mezzi di un singolo condomino. Qualche esemplificazione: la fioriera attaccata al muro, l’automobile parcheggiata in uno spazio non autorizzato nel garage condominiale.
3. I rumori in cortile, in particolare il gioco dei bambini. In un’epoca di demografia a quota zero, le voci infantili sono, purtroppo, sempre meno tollerate.
4. L’innaffiatura di piante e balcone, nel caso in cui il flusso idrico investa pesantemente gli spazi sottostanti, appartenenti ad altri condomini.
5. Il rapporto con gli animali domestici, soprattutto quando si trovano in ascensore o nel giardino condominiale.
6. Le liti varie che riguardano, a vario titolo, l’esterno del condominio: il bucato in evidenza o gocciolante, i mozziconi gettati dalla finestra, lo sbattimento di tovaglie.

 

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Come evitare le liti condominiali

Per evitare le liti occorrono 3 caratteristiche che l’aggressività, la competitività, l’egoismo dei singoli sono andate perdendosi ma che è sempre possibile recuperare.
Ecco un breve decalogo di consigli per affrontare e risolvere i problemi di relazione con 4 tipi di condomini particolarmente diffusi e generalmente all’origine di litigi, cause giudiziarie se non addirittura di vere e proprie violenze che sfociano in fatti di cronaca nera.
Se il vicino di casa è pignolo

Lo stress da condominio raggiunge quasi sempre il suo massimo in occasione dell’assemblea. Qui, una delle figure che più mette a rischio la stabilità dei nervi è il condomino pignolo, quello che non perde occasione per dimostrarsi documentato e preciso, rigido e severo, anche sui dettagli più insignificanti che anzi – se trascurati – permetterebbero una più serena conduzione di tutto il palazzo.
Come comportarsi con un soggetto come questo? Provate a coglierne il lato positivo.

  • Il pignolo può rivelarsi utile in molte occasioni. In genere conosce a menadito il regolamento condominiale e può indirizzarvi al meglio: possiede una lista dei migliori operai specializzati del quartiere, sa elencare i diritti ei doveri dei condomini. Rivolgetevi a lui, quindi, in caso di necessità, sottolineando che senza di lui sareste perduti: si sentirà onorato.
  • E se invece proprio non lo sopportate, quando lo incrociate sul pianerottolo, cavatevela con una scusa qualunque e liquidatelo (rispettando però sempre le regole della buona creanza…).

 

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Redazione Staibene

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